Una cantina vitivinicola con ventotto dipendenti fissi e numerosi stagionali durante la vendemmia deve pulire periodicamente le vasche di fermentazione. Negli anni passati un cantiniere entrava da solo con una lampada, convinto che bastasse aprire il portello per qualche minuto. Il nuovo ASPP, alla prima vendemmia, chiede di fermare tutto finché non si definisce una procedura.
Durante la fermentazione si sviluppa anidride carbonica, più pesante dell'aria, che ristagna sul fondo delle vasche e può causare la perdita di coscienza in pochi respiri. Il DPR 177 del 2011 disciplina i lavori negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, richiamando gli articoli 66 e 121 del Testo unico e l'allegato IV, e impone personale formato e addestrato, procedure scritte e, in caso di appalto, imprese qualificate. Il soccorso improvvisato da parte dei colleghi è una delle cause più frequenti delle vittime multiple.
L'ASPP redige con il RSPP una procedura che prevede ventilazione forzata, misurazione dell'atmosfera con rilevatore multigas prima e durante l'ingresso, imbracatura con recupero dall'esterno e un operatore di sorveglianza sempre presente. Organizza l'addestramento pratico e una prova di recupero simulata. Il capo cantina, come preposto, autorizza ogni ingresso con un permesso scritto e il datore di lavoro acquista l'attrezzatura di soccorso.
Come spieghereste a un cantiniere con trent'anni di esperienza che il suo metodo, finora senza incidenti, è comunque inaccettabile?