🚨 RSPP/ASPP MOD.A · Sess. 6/7
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Modulo A — Emergenze e Primo Soccorso · Sessione 6 di 7

Auto va avanti da sola. Stop ferma voce e avanzamento quando devi spiegare tu.

1 · Obiettivi della sessione

Questa sessione da 4 ore affronta la gestione delle emergenze e il primo soccorso nei luoghi di lavoro, disciplinati dagli artt. 43-46 del D.Lgs. 81/08, dal DM 3/8/2015 (rischio incendio) e dal DM 388/2003 (primo soccorso).

Al termine saprai:
  • Redigere il piano di emergenza con i contenuti obbligatori art. 43-46
  • Classificare i rischi di incendio secondo il DM 3/8/2015
  • Scegliere e posizionare estintori per classe di fuoco
  • Applicare il DM 388/2003 (gruppi A/B/C, cassetta PS)
  • Eseguire le manovre salvavita (Heimlich, RCP)
  • Gestire un'emergenza chimica (MSDS sezione 6)
Riferimenti normativi principali D.Lgs. 81/08 artt. 43-46 — DM 3 agosto 2015 (rischio incendio) — DM 388/2003 (primo soccorso) — D.M. 10/03/1998 (procedure antincendio) — Linee guida ERC 2021 (RCP)

2 · Piano di emergenza: contenuti obbligatori

Art. 43 D.Lgs. 81/08 — Misure di emergenza Il datore di lavoro adotta i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso, di lotta antincendio e di evacuazione dei luoghi di lavoro, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell'azienda.
Contenuti minimi del Piano di Emergenza (art. 43 + Circ. Min. Lavoro):
  • Identificazione dei rischi presenti e loro localizzazione planimetrica
  • Procedure di allarme e comunicazione interna ed esterna
  • Procedure di evacuazione con responsabilità (addetti emergenza, apri-porta, conta teste)
  • Nominativi e recapiti degli addetti antincendio e primo soccorso
  • Planimetria con vie di esodo, uscite di emergenza, posizione estintori e idranti
  • Procedure di interazione con Vigili del Fuoco, 118, Polizia
  • Modalità di gestione delle sostanze pericolose presenti
Obbligo di aggiornamento: Il piano deve essere aggiornato ogni volta che cambiano layout, numero dipendenti, sostanze pericolose presenti o assetto organizzativo.

3 · Evacuazione: ruoli, vie di esodo, porte

Organizzazione del team di emergenza
  • Addetto antincendio / evacuazione: formato ex art. 37 + DM 3/8/2015, guida l'evacuazione del proprio settore
  • Addetto al punto di raccolta: conta le persone e segnala assenti
  • Coordinatore dell'emergenza: di solito il preposto o dirigente, decide se richiedere soccorsi esterni
  • Addetto al primo soccorso: formato ex DM 388/2003
D.M. 3/8/2015 — Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro Sostituisce il DM 10/03/1998. Stabilisce i criteri per la valutazione del rischio di incendio e le misure di prevenzione e protezione per luoghi di lavoro nuovi ed esistenti.
Requisito vie di esodoRiferimentoValore
Larghezza minima uscita di emergenzaDM 3/8/2015 All. I0,90 m (1 modulo = 60 cm per persone/minuto)
Segnalazione vie di esodoD.Lgs. 81/08 Titolo VSegnaletica verde fotoluminescente (UNI EN ISO 7010)
Porte antipanicoUNI EN 1125Apertura con semplice pressione sulla barra antipanico, sempre verso l'esodo
Illuminazione di emergenzaUNI EN 1838Min 1 lux sul piano di calpestio, autonomia 1 ora

4 · Valutazione rischio incendio: DM 3/8/2015

Il Decreto del Ministero dell'Interno 3 agosto 2015 (G.U. n. 192 del 20/8/2015) istituisce un sistema di valutazione del rischio incendio basato su livelli di prestazione:

Livello di rischioCaratteristicheEsempi
BASSOMateriali poco infiammabili, occupanti in grado di evacuare autonomamente, buona compartimentazioneUffici < 25 persone, negozi al piano terra
MEDIOMateriali moderatamente infiammabili o lavoratori con difficoltà di evacuazioneMagazzini, capannoni industriali, scuole
ALTOGrandi quantità di materiali infiammabili, difficoltà di evacuazione, processi con fiamme libereIndustrie chimiche, depositi carburanti, ospedali, luoghi di spettacolo
Procedura di valutazione (Allegato I DM 3/8/2015):
  1. Identificare i pericoli di incendio (fonti di innesco, combustibili, comburenti)
  2. Identificare le persone esposte al rischio
  3. Eliminare o ridurre i pericoli alla fonte
  4. Valutare il rischio residuo e classificarlo
  5. Definire misure di prevenzione, protezione, gestione
  6. Documentare, attuare, revisionare periodicamente

5 · Classi di fuoco e agenti estinguenti

La norma EN 2:1992 (recepita in Italia come UNI EN 2) classifica i fuochi in 6 classi:

ClasseTipo di combustibileEsempiAgente estinguente
AMateriali solidi con braceLegno, carta, tessuti, plasticaAcqua, schiuma, polvere ABC, CO₂
BLiquidi e solidi liquefacibiliBenzina, acetone, alcol, verniciSchiuma, polvere BC/ABC, CO₂, idrocarburi alogenati
CGas infiammabiliMetano, propano, idrogeno, acetilenePolvere BC/ABC (chiudere la fonte!)
DMetalli infiammabiliSodio, potassio, magnesio, titanioPolvere speciale D (sabbia secca)
FOli e grassi da cucinaOlio di frittura, grasso animaleEstinguente specifico classe F (K)
E*(*non più normata) Apparecchiature elettricheQuadri, motori sotto tensioneCO₂, polvere (mai acqua/schiuma!)
Acqua su classe B: Mai usare acqua su fuochi di liquidi infiammabili — provoca esplosioni di vapore. Mai usare acqua su apparecchi elettrici in tensione.

6 · Estintori: scelta, posizionamento, manutenzione

DM 3/8/2015 Allegato I — Estintori portatili La capacità estinguente e il numero di estintori necessari dipendono dalla superficie e dal livello di rischio del luogo di lavoro.
Livello rischioCapacità estinguente minimaMax distanza da percorrereSuperficie coperta per estintore
Basso13 A — 89 B30 m500 m²
Medio21 A — 113 B20 m300 m²
Alto34 A — 144 B15 m150 m²
Manutenzione estintori (UNI 9994-1:2013):
  • Controllo iniziale: Alla prima installazione
  • Sorveglianza: Ogni 6 mesi (controllo visivo, sigilli, pressione)
  • Controllo periodico: Ogni 6 mesi da tecnico abilitato
  • Revisione: Ogni 3 anni (polvere/CO₂) o 6 anni (a schiuma)
  • Collaudo: Ogni 6-12 anni (prova idraulica serbatoio)
Posizionamento
Installati a parete, a 1,50 m da terra, con supporto idoneo. Segnalati con apposito cartello (UNI EN ISO 7010 — F001 rosso). Mai ostruiti da scaffalature o veicoli.

7 · Primo soccorso: DM 388/2003 — gruppi aziendali

DM 15 luglio 2003, n. 388 — Primo soccorso aziendale Disciplina le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e i programmi di formazione, in funzione dei gruppi di appartenenza dell'azienda.
GruppoCriteri di appartenenzaPresidio PSFormazione addetti
AIndustrie a rischio infortuni elevato (codici ISTAT individuati) E aziende > 5 lavoratoriCassetta di pronto soccorso (contenuto specifico All. 1 DM 388)16 h (12h teor. + 4h prat.)
B3-5 lavoratori (con eccezioni per rischio elevato)Cassetta di pronto soccorso12 h
CAziende < 3 lavoratori non rientranti in A e BPacchetto di medicazione (contenuto All. 2 DM 388)12 h
Aggiornamento: La formazione degli addetti al primo soccorso deve essere aggiornata con cadenza triennale (DM 388/2003 art. 3 co. 3) — almeno 4 h di parte pratica.

8 · Cassetta di pronto soccorso: contenuto

L'Allegato 1 del DM 388/2003 definisce il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso per le aziende di Gruppo A e B:

Contenuto minimo cassetta (All. 1 DM 388/2003):
  • Guanti sterili monouso (5 paia)
  • Visiera paraschizzi
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% (1 litro)
  • Flaconi di soluzione fisiologica (500 ml — 3 pezzi)
  • Compresse di garza sterile (18x40 cm — 10 buste)
  • Compresse di garza sterile (10x10 cm — 10 buste)
  • Pinzette sterili monouso (2 pezzi)
  • Confezioni di rete elastica di misura idonea
  • Confezione di cotone idrofilo
  • Confezioni di cerotti di varie misure
  • Rotoli di cerotto alto 2,5 cm (2 pezzi)
  • Un paio di forbici
  • Laccio emostatico (3 pezzi)
  • Ghiaccio pronto uso (2 buste)
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
  • Istruzioni sul primo soccorso
Scadenza prodotti: Verificare periodicamente le scadenze dei prodotti. Registrare le verifiche e sostituire immediatamente i prodotti usati o scaduti.

9 · Manovre salva-vita: disostruzione e RCP

Manovra di Heimlich — Disostruzione da corpo estraneo
Vittima cosciente con ostruzione grave (nessuna tosse efficace):
  1. 5 colpi interscapolari con il palmo della mano (vittima chinata in avanti)
  2. 5 compressioni addominali: posizionarsi dietro la vittima, mani intrecciate tra ombelico e sterno, comprimere verso l'interno e verso l'alto
  3. Alternare 5 colpi e 5 compressioni fino alla disostruzione o perdita di coscienza
Vittima incosciente: Posizionare a terra, chiamare 118, iniziare RCP con 30 compressioni toraciche.
RCP — Rianimazione Cardio-Polmonare (linee guida ERC 2021)
  1. Verificare sicurezza della scena
  2. Scuotere le spalle: "Stai bene?" — Se non risponde: chiamare aiuto
  3. Aprire le vie aeree (iperestensione del capo)
  4. Verificare il respiro per max 10 secondi (guarda-ascolta-senti)
  5. Se non respira normalmente: chiamare 118 (o 112) e chiedere DAE
  6. 30 compressioni toraciche: centro del petto, profondità 5-6 cm, frequenza 100-120/min
  7. 2 ventilazioni: inclinare capo, sollevare mento, soffiare 1 secondo ciascuna
  8. Continuare 30:2 fino all'arrivo dei soccorsi o del DAE
DAE (Defibrillatore): Quando disponibile, accenderlo e seguire le istruzioni vocali. Interrompere RCP solo per l'erogazione dello shock. Riprendere immediatamente dopo.

10 · Comunicazione emergenze: NUE 112

112
Numero Unico di Emergenza Europeo — Attivo 24/7 — Gratuito — Raggiungibile anche senza credito
NumeroServizioQuando chiamare
112NUE — Smistamento a tutti i serviziQualsiasi emergenza — priorità assoluta
118Emergenza sanitaria / SUEMInfortuni, malori, arresti cardiaci
115Vigili del FuocoIncendi, esplosioni, rischio crollo
113Polizia di StatoCrimini, ordine pubblico
800 840 000Carabinieri (gratuito)Alternativa al 112
Cosa comunicare al 112/118:
  • Indirizzo preciso o coordinate GPS (colonna di soccorso)
  • Numero delle persone coinvolte e tipo di lesioni
  • Stato di coscienza delle vittime
  • Rischi presenti (sostanze chimiche, corrente elettrica, fuoco)
  • Recapito telefonico di chi chiama
  • Non riagganciare per primo

11 · Esercitazioni di evacuazione: frequenza e verbali

Art. 43 co. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08 Il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza.
Frequenza esercitazioni (DM 3/8/2015 + prassi consolidata):
  • Luoghi di lavoro a rischio elevato: almeno 2 volte l'anno
  • Luoghi di lavoro a rischio medio: almeno 1 volta l'anno
  • Luoghi di lavoro a rischio basso: almeno 1 volta ogni 2 anni
Verbale di esercitazione — contenuto minimo
  • Data, ora, luogo
  • Numero di partecipanti (presenti e non)
  • Tempo di evacuazione rilevato
  • Criticità emerse (vie ostruite, porte bloccate, ecc.)
  • Azioni correttive intraprese
  • Firme: coordinatore emergenza, addetti evacuazione, RSPP
Coinvolgimento ditte esterne: Anche i lavoratori delle ditte appaltatrici devono partecipare all'esercitazione o ricevere specifica informazione (art. 26 D.Lgs. 81/08).

12 · Rischio chimico emergenziale: MSDS sezione 6

Reg. REACH 1907/2006 + Reg. CLP 1272/2008 — Scheda di Dati di Sicurezza La SDS (Scheda di Dati di Sicurezza, ex MSDS) è obbligatoria per tutte le sostanze e miscele pericolose. È composta da 16 sezioni standardizzate (Reg. UE 453/2010).
Sezione 6 SDS — Misure in caso di rilascio accidentale
Contiene: precauzioni personali (DPI da indossare), precauzioni ambientali (impedire ingresso in fognatura), metodi di contenimento e pulizia (materiali assorbenti, neutralizzatori), smaltimento del materiale contaminato.
DPI per emergenza chimica:
  • Sostanze tossiche per inalazione: autorespiratore o maschera con filtro specifico (codice colore ABEK)
  • Sostanze corrosive: guanti in neoprene o lattice, tuta monouso, visiera
  • Sostanze infiammabili: indumenti antistatici, scarpe conduttive
  • Cancerogeni / CMR: tuta tipo 5 o 6, maschera FFP3 o PAPR
Doccia di decontaminazione: In aziende con rischio chimico significativo, deve essere presente una doccia lavocchi e una doccia di emergenza entro 10 secondi di cammino dal punto di rischio (ANSI Z358.1).

13 · Addetti antincendio: formazione e abilitazione

DM 3/8/2015 — Formazione antincendio Definisce tre livelli di formazione per addetti antincendio in base al rischio dell'attività: basso (4 h), medio (8 h), alto (16 h). I corsi devono includere parte pratica con utilizzo di estintore.
Livello rischioDurata corsoAggiornamentoAbilitazione
Basso4 hTriennale (2 h)Attestato aziendale
Medio8 hTriennale (5 h)Attestato aziendale
Alto16 hTriennale (8 h)Attestato VVF (esame teorico + pratico)
Parte pratica obbligatoria (tutti i livelli):
  • Utilizzo di un estintore su fuoco reale (o simulatore)
  • Evacuazione e uso dei presidi antincendio
  • Per rischio medio e alto: uso idrante e naspo
Numero minimo di addetti
Non esiste un numero minimo legale, ma il piano di emergenza deve garantire che in ogni turno di lavoro vi sia almeno un addetto antincendio e uno al primo soccorso presenti. In caso di assenza, il datore di lavoro deve provvedere alla sostituzione immediata.

14 · Segnaletica di sicurezza e impianti fissi

D.Lgs. 81/08 Titolo V (artt. 161-165) — Segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza deve essere installata quando i rischi non possono essere eliminati o ridotti con misure tecniche e organizzative. Non sostituisce le misure di protezione.
Tipo segnaleForma / ColoreSignificatoEsempi
DivietoTondo / Rosso bordoVietatoVietato fumare, vietato accesso
AvvertimentoTriangolo / GialloPericoloTensione pericolosa, sostanze tossiche
PrescrizioneTondo / BluObbligo DPICasco obbligatorio, scarpe obbligatorie
SalvataggioRettangolo / VerdeSicurezzaUscita di emergenza, doccia lavocchi
AntincendioRettangolo / RossoAttrezzature AIEstintore, idrante, pulsante allarme
Impianti fissi di estinzione: Idranti, naspi, impianti sprinkler. Gli idranti devono essere segnalati, accessibili, ispezionati semestralmente e collaudati annualmente (UNI 10779).

15 · Riepilogo e verifica apprendimento

I punti chiave della Sessione 6:
  • Piano di emergenza: contenuti obbligatori art. 43-46 — aggiornato ad ogni modifica
  • DM 3/8/2015: 3 livelli di rischio incendio — classi fuoco A/B/C/D/F — agenti estinguenti specifici
  • Estintori: scelta per classe, posizionamento ogni 200-500 m², manutenzione UNI 9994-1
  • DM 388/2003: Gruppi A/B/C — cassetta vs pacchetto PS — formazione 12 o 16 h
  • RCP ERC 2021: 30:2 a 100-120 compressioni/min + DAE appena disponibile
  • Emergenza chimica: SDS sezione 6, DPI specifici per agente chimico
Domanda di verifica
In un capannone con rischio incendio medio si sviluppa un piccolo incendio su un pallet di legno. Un addetto usa un estintore a CO₂ ma l'incendio si estende. Cosa ha sbagliato e come avrebbe dovuto procedere?

Risposta: Il CO₂ è efficace su classe B (liquidi) ed E (elettrico), ma poco efficace su classe A (solidi con brace). Avrebbe dovuto usare un estintore a polvere ABC o ad acqua nebulizzata. Se l'incendio non è domabile in pochi secondi: attivare allarme, evacuare, chiamare 115/112.