📋 RSPP/ASPP MOD.B · Sess. 3
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Modulo B — Incendio ed esplosione · Sessione 3 di 12

Auto va avanti da sola. Stop ferma voce e avanzamento quando devi spiegare tu.

1 · Obiettivi della sessione

Questa sessione (4 ore) tratta i rischi di incendio ed esplosione, dalla fisica della combustione alle misure preventive, ai sistemi di rilevazione e spegnimento, fino al piano di emergenza antincendio.

Al termine saprai:
  • Descrivere la chimica della combustione (triangolo e tetraedro del fuoco)
  • Classificare i fuochi A-B-C-D-F e scegliere l'agente estinguente corretto
  • Applicare il D.M. 3/8/2015 per la classificazione del rischio incendio
  • Progettare i requisiti minimi delle vie di esodo
  • Conoscere i sistemi di rilevazione e spegnimento automatico
  • Elaborare un piano di emergenza antincendio
Riferimento normativo principale D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi) — D.Lgs. 81/08 artt. 45, 46 — D.M. 10/3/1998 (classificazione rischio, gestione emergenza) — D.P.R. 151/2011 (attività soggette a CPI)

2 · Triangolo del fuoco e tetraedro della combustione

La combustione è una reazione chimica esotermica tra un combustibile e un comburente (solitamente O₂) attivata da una sorgente di innesco. Il triangolo del fuoco rappresenta le tre condizioni necessarie:

Triangolo del fuoco:
  • Combustibile: solido (legno, carta), liquido (benzina, alcol), gas (metano, GPL)
  • Comburente: O₂ ≥ 14% in volume nell'aria (aria = 21% O₂)
  • Innesco (calore): fiamma, scintilla, superficie calda, calore d'attrito
Tetraedro del fuoco (combustione in fase gassosa): aggiunge la reazione a catena di radicali liberi H• e OH• che autosostiene la fiamma. Gli agenti estinguenti chimici (polvere, halon, HFC) agiscono su questo quarto lato.
Principio di estinzioneLato del tetraedroMetodo / agente
RaffreddamentoCaloreAcqua, CO₂ (effet. secondario)
SoffocamentoComburenteCO₂, schiuma, sabbia, coperte antifiamma
SeparazioneCombustibileTaglio alimentazione gas; allontanamento materiali
Inibizione chimicaReazione a catenaPolveri chimiche, agenti puliti (FK-5-1-12)

3 · Classi di fuoco e agenti estinguenti

La norma UNI EN 2:1994+A1:2005 (recepita in Italia) classifica i fuochi in base alla natura del combustibile:

ClasseCombustibileAgente estinguente correttoVIETATO
ASolidi (legno, carta, tessuti, plastica)Acqua, schiuma, polvere ABC—
BLiquidi infiammabili (benzina, alcoli, vernici)Schiuma, CO₂, polvere ABC, agenti pulitiAcqua (schizzi, vapori)
CGas infiammabili (metano, GPL, H₂)Polvere ABC, CO₂; prima chiudere il gasAcqua, schiuma
DMetalli combustibili (magnesio, sodio, titanio)Polvere D specifica (grafite, sabbia secca)Acqua, CO₂, schiuma
FGrassi e oli da cucina (> 150 °C)Estintore classe F (soluzione KAc); coperta antifiammaAcqua (esplosione vapori)
Fuochi elettrici: Non sono una classe separata nella norma UNI EN 2. Per impianti in tensione si usano CO₂ o polvere (non conducibili); l'acqua è vietata. Dopo l'intervento disalimentare sempre l'impianto.

4 · Principi fisici: flash point, autoaccensione, LIE-LSE

La comprensione dei parametri fisici dei liquidi e gas infiammabili è fondamentale per la valutazione del rischio:

ParametroDefinizioneEsempio pratico
Punto di infiammabilità (flash point)Temperatura minima alla quale un liquido sviluppa vapori in concentrazione sufficiente a formare una miscela infiammabile con l'ariaBenzina: -40 °C; Gasolio: +55 °C; Alcol etilico: +13 °C
Temperatura di autoaccensioneTemperatura alla quale un combustibile si accende spontaneamente senza innesco esternoBenzina: 280–456 °C; Metano: 580 °C; Legno: 250–300 °C
LIE (Limite Inferiore di Esplosività)Concentrazione minima % in vol. al di sotto della quale la miscela gas/aria non esplodeMetano: 5%; GPL: 1,5%; H₂: 4%
LSE (Limite Superiore di Esplosività)Concentrazione massima % al di sopra della quale la miscela non esplode (eccesso di gas)Metano: 15%; GPL: 9%; H₂: 75%
Campo di esplosività: La miscela è esplosiva solo tra LIE e LSE. Al di sotto del LIE la miscela è "troppo magra"; al di sopra del LSE è "troppo ricca". La zona di pericolo massimo è intorno allo stechiometrico.

5 · Classificazione del rischio incendio: D.M. 3/8/2015

Il D.M. 3 agosto 2015 (Codice di Prevenzione Incendi, CPI) ha sostituito il D.M. 10/3/1998 per le attività nuove, ma il D.M. 10/3/1998 resta valido come riferimento per la valutazione del rischio incendio nei DVR:

D.M. 10/3/1998 — Allegato I (tuttora di riferimento per DVR) Classificazione del livello di rischio: BASSO — MEDIO — ALTO, in funzione di: quantità e tipo di materiale combustibile, superficie, compartimentazione, n. lavoratori, presenza di persone vulnerabili, difficoltà di esodo.
LivelloCaratteristiche tipicheEsempi attività
BASSOPochi materiali combustibili; bassa densità di carico incendio; facile esodoUffici, musei, scuole (aule)
MEDIOMateriali combustibili in quantità moderata; media densità di carico; esodo non complessoAlberghi, ospedali, negozi, artigianato
ALTOAlta densità di carico incendio; grandi quantità di materiali infiammabili; esodo difficoltosoDepositi vernici, raffinerie, falegnamerie, teatri
Carico d'incendio specifico (qf): Energia termica per m² di pavimento sviluppabile dalla combustione di tutto il materiale combustibile presente. Espresso in MJ/m² o kg legna equivalente/m².

6 · Misure di prevenzione incendi: depositi e segnaletica

La prevenzione antincendio agisce sul lato "combustibile" del triangolo. Le misure principali riguardano la corretta gestione dei materiali infiammabili:

MisuraPrescrizione
Depositi di liquidi infiammabiliCompartimentati REI 120; distanza minima 3 m da aperture; ventilazione forzata bassa (gas pesanti) o alta (gas leggeri)
Quantità massima in officinaGiornaliera di lavoro; eccedenza in deposito separato
ContenitoriOmologati per liquidi infiammabili (tanica metallica antistatica); mai in contenitori di plastica generica
Divieto di fumo e fiamme libereSegnaletica vietato fumare (ISO 7010 – P002); divieto uso fiamme libere (P003); cartelli in corrispondenza di accesso
Impianti elettrici in aree a rischioAttrezzature ATEX; assenza di sorgenti di innesco; messa a terra antistatica
Controllo settimanale preposto antincendio
Verificare: vie di esodo sgombre, porte tagliafuoco chiuse e funzionanti, estintori a parete (non spostati), assenza di materiali combustibili sotto scale o in corridoi, luci d'emergenza funzionanti.

7 · Rilevazione automatica incendi: tipologie e normativa

I sistemi di rilevazione automatica di incendio (FSDS — Fire and Smoke Detection Systems) sono disciplinati dalla norma UNI 9795:2013 e dalla serie EN 54:

Tipo rilevatorePrincipio di funzionamentoApplicazione ideale
Ottico a diffusioneRileva particelle di fumo che diffondono luce laser; sensibile a fumo denso e lentoUffici, magazzini, ospedali
IonizzazioneCamera ionizzata da sorgente radioattiva (Am-241); il fumo riduce la correnteFuochi rapidi (carta, benzina); in fase di dismissione per problemi smaltimento Am-241
Termico puntualeScatta al superamento di soglia fissa (tipicamente 57 °C o 68 °C)Cucine industriali, locali con vapori (falsi allarmi da fumo)
Termico differenzialeRileva aumento rapido di temperatura (> 1 °C/min)Depositi, soffitte
Aspirazione lineare (VESDA)Aspirazione campioni aria con analisi laser ultra-sensibileSale server, archivi storici, sale bianche
Rilevatore fiamme (UV/IR)Rileva radiazioni UV o IR emesse dalla fiammaHangar, raffinerie, aree aperte
Centrale di rilevazione: Raccoglie i segnali dai rilevatori, attiva allarme ottico-acustico, invia segnale ai sistemi di spegnimento automatico, ai piani di evacuazione, alla centrale operativa VVF (se collegata).

8 · Sistemi di spegnimento automatico

SistemaAgenteNormaApplicazione
SprinklerAcquaUNI EN 12845Industria, magazzini, centri commerciali; classificazione LH/OH/HH per carico incendio
CO₂ totaleCO₂UNI EN 15004-1Sale macchine, archivi chiusi; attenzione: ambiente letale se personale presente
PolverePolvere ABC/BCEN 12416Locali con rischio elettrico; manutenzione difficile per residui
Agente pulito (FK-5-1-12 / Novec)FluorochetoneUNI EN 15004-9Sale server, quadri elettrici; GWP basso; non danneggia apparecchiature
SchiumaSchiuma AFFF/FFFPEN 13565Depositi idrocarburi, aeroporti; AFFF in fase di sostituzione per PFAS
Nebbia d'acqua (water mist)Acqua in goccioline ≤ 200 µmIMO MSC.265(84)Navi, tunnel, locali con rischi elettrici; alta efficienza con bassa quantità d'acqua
AFFF e PFAS: Le schiume AFFF (a base di PFAS) sono in fase di divieto progressivo per impatto ambientale. Le aziende devono pianificare la sostituzione con schiume fluorine-free (SFFF).

9 · Impianti idrici antincendio: idranti e naspi

D.M. 20/12/2012 — Regola tecnica impianti idrici antincendio Disciplina la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti idrici antincendio (naspi, idranti UNI 45/70, colonne montanti, attacchi VVF) negli edifici civili e industriali.
ComponenteCaratteristicheVerifica periodica
Naspo DN 19 (UNI EN 671-1)Portata min. 35 l/min; pressione residua ≥ 1 bar; tubo semirigido sempre in pressione; raggio azione = lunghezza tubo + 5 m gettoSemestrale: prova scorrimento tubo; annuale: prova pressione e portata
Idrante UNI 45 (EN 671-2)Attacco DN 45 mm; portata min. 120 l/min; pressione residua ≥ 2 bar; a parete o a colonnaAnnuale con VVF o ditta abilitata
Idrante UNI 70Attacco DN 70 mm; uso VVF e grandi utenze industriali; portata min. 300 l/minAnnuale
Attacco motopompa VVFRaccordo DN 70 all'esterno edificio; permette all'autopompa VVF di alimentare la rete internaSemestrale: prova apertura/chiusura
Registro controlli: Obbligatorio per tutti gli impianti antincendio. Deve riportare data, operatore, tipo di controllo, esito, firma. Conservare 5 anni. Base per certificato prevenzione incendi (CPI).

10 · Vie di esodo: requisiti tecnici

D.M. 3/8/2015 — Codice Prevenzione Incendi, Sezione S.4 (Esodo) Il sistema di esodo deve consentire a tutti gli occupanti di raggiungere un luogo sicuro in tempi compatibili con l'evoluzione dell'incendio.
RequisitoValore (D.M. 3/8/2015)
Lunghezza max percorso di esodo (1 uscita)30 m (rischio basso) / 15 m (alto)
Lunghezza max con 2+ uscite45 m (rischio basso) / 30 m (alto)
Larghezza min. via di esodo0,90 m (fino a 50 pers.) / 1,20 m (oltre 50 pers.)
Larghezza uscita di sicurezza≥ 0,90 m per ogni uscita; modulo 0,60 m
Altezza min. passaggi2,00 m
Illuminazione di sicurezza≥ 1 lux sul piano di calpestio; autonomia min. 1 ora
Segnaletica d'uscitaISO 7010 – E001 (uscita di emergenza); visibile da ogni punto del percorso
Porte sulle vie di esodo: Apribili nel senso dell'esodo senza chiave se > 50 persone; maniglione antipanico (UNI EN 1125) obbligatorio per > 200 persone.

11 · Piano di emergenza antincendio: elaborazione e contenuti

Art. 5 D.M. 10/3/1998 — Gestione dell'emergenza "Il datore di lavoro adotta idonee misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori [...] abbandonino il luogo di lavoro in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile."
Contenuto minimo del piano di emergenza (All. VIII D.M. 10/3/1998):
  • Caratteristiche del luogo di lavoro (planimetria, compartimentazioni, vie di fuga)
  • Elenco sostanze pericolose e loro ubicazione
  • Identificazione delle figure preposte all'emergenza (coordinatori, addetti antincendio, addetti primo soccorso)
  • Procedure di allarme: chi chiama VVF (115), chi avvisa responsabile, chi fa l'appello
  • Procedure di evacuazione: punti di raccolta, responsabile conteggio presenti
  • Procedure specifiche per categorie vulnerabili (disabili motori, persone non deambulanti)
  • Programma delle prove di evacuazione: almeno 1 prova/anno (rischio basso) o 2/anno (rischio medio-alto)
Prova di evacuazione: registrazione obbligatoria
Deve essere verbalizzata: data, ora, n. partecipanti, durata, criticità riscontrate, misure correttive. Il verbale va firmato dal RSU/RLS e conservato nel fascicolo sicurezza.

12 · Estintori: tipologie, scelta e manutenzione

TipoAgenteClassi fuocoManutenzione
Estintore a polvere ABCPolvere monoammonico fosfatoA-B-CRevisione semestrale; collaudo ogni 6 anni; sostituzione agente ogni 12 anni
Estintore CO₂Anidride carbonicaB-C (impianti elettrici)Revisione semestrale; collaudo ogni 5 anni (recipiente in pressione)
Estintore a schiumaSchiuma acquosa AFFFA-BRevisione semestrale; collaudo ogni 6 anni
Estintore classe FAcetato di potassioF (grassi)Revisione semestrale
D.M. 7/1/2005 + UNI 9994-1:2013 — Manutenzione estintori Controllo iniziale: entro 5 giorni dall'installazione. Sorveglianza: mensile. Revisione: semestrale. Collaudo: secondo le scadenze per tipo. Il manutentore deve essere abilitato.
Numero minimo di estintori: D.M. 10/3/1998 All. III: almeno 1 estintore ogni 200 m² con un minimo di 1 per compartimento. Per rischio alto la frequenza aumenta.

13 · Riepilogo e verifica apprendimento

I punti chiave della Sessione 3:
  • Tetraedro: combustibile + comburente + innesco + reazione a catena → 4 modi di estinzione
  • Classi A-B-C-D-F: scegliere l'agente corretto (acqua su classe F = esplosione!)
  • LIE-LSE: zona esplosiva tra i due limiti; flash point = temperatura minima di pericolo
  • D.M. 3/8/2015 (CPI): rischio basso/medio/alto; percorso esodo max 30/45 m
  • Rilevatori: ottico (fumo lento), termico (cucine), fiamma (aree aperte), VESDA (archivi)
  • Sprinkler UNI EN 12845; CO₂ totale letale per persone; agenti puliti per sale server
  • Piano emergenza: obbligatorio; prove annuali; verbale firmato
Domanda di verifica
In un magazzino di vernici avviene un incendio su una pozza di solvente. L'operaio usa l'estintore a polvere ABC presente. È la scelta giusta? Cosa avrebbe dovuto fare?

Risposta: La polvere ABC è adatta ai fuochi B (liquidi). In assenza di CO₂ o schiuma è una scelta accettabile. Tuttavia: 1) prima verificare che l'incendio sia di dimensioni contenute (max pattumiera); 2) posizionarsi con le spalle all'uscita; 3) agire alla base della fiamma; 4) se il fuoco non si estingue in 30 secondi, abbandonare e chiamare VVF 115. Non tentare mai di spegnere un incendio su classe D (metalli) con acqua o CO₂.
Sessione 3 · sottofondo