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1 · Obiettivi della sessione
Questa sessione (4 ore) tratta i rischi da radiazioni ottiche artificiali (ROA), campi elettromagnetici (CEM), microclima estremo, radon e atmosfere iperbariche, completando il Titolo VIII del D.Lgs. 81/08.
Al termine saprai:
- Classificare le ROA (UV, IR, laser) e identificare i danni specifici a cute e occhi
- Applicare le classi laser IEC 60825-1 e le MPE (esposizione massima permissibile)
- Valutare i rischi da CEM (Dir. 2013/35/UE) per sorgenti industriali
- Calcolare indici di microclima caldo e freddo (PMV/PPD, WBGT)
- Gestire il rischio radon (D.Lgs. 101/2020) in ambienti sotterranei
- Conoscere i rischi delle atmosfere iperbariche e la malattia da decompressione
Riferimenti normativi principali
D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo IV (CEM) e Capo V (ROA) — Dir. 2013/35/UE (CEM) — Dir. 2006/25/CE (ROA) — D.Lgs. 101/2020 (radon) — IEC 60825-1 (laser) — ISO 7730 (microclima)
2 · Radiazioni ottiche artificiali (ROA): quadro normativo
Art. 213 D.Lgs. 81/08 — Campo di applicazione ROA
"Le disposizioni del presente capo si applicano alle attività lavorative che comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti all'esposizione alle radiazioni ottiche artificiali."
| Tipo ROA | Lunghezza d'onda | Sorgenti artificiali tipiche |
| UV (ultravioletti) | 100–400 nm | Arco di saldatura, lampade germicide UV-C, lampade solare UV-A/B, polimerizzatori UV |
| Visibile | 380–780 nm | LED ad alta potenza, proiettori, archi elettrici |
| IR (infrarossi) | 780 nm–1 mm | Forni industriali, fonderie, raggi infrarossi riscaldanti, saldatura |
| Laser | Monocromatica (UV-visibile-IR) | Taglio laser, saldatura laser, livelli laser, puntatori, chirurgia |
Obbligo valutazione: Il datore di lavoro valuta e, se necessario, misura i livelli di ROA a cui i lavoratori sono esposti (art. 214 D.Lgs. 81/08), confrontando con i valori limite di esposizione (VLE) fissati nell'Allegato XXXVII del D.Lgs. 81/08 (recepisce Dir. 2006/25/CE e linee guida ICNIRP 2013).
3 · UV artificiali: saldatura e lampade germicide
| Sorgente UV | Spettro | Danno principale | DPI |
| Arco di saldatura (MMA, MIG, TIG) | UV-A, UV-B, UV-C + visibile + IR | Occhi: cheratocongiuntivite (flash da saldatura) · Cute: eritema, ustione UV | Maschera autoscurante DIN 9-13; guanti; indumenti coprenti in cotone (no sintetico) |
| Lampade germicide UV-C (254 nm) | UV-C (200–280 nm) | Massima attività batteriostatica = massima dannosità; cheratocongiuntivite acuta; eritema grave | Occhiali UV-C (EN 170); schermo; mai guardare direttamente; sistemi di interblocco |
| Lampade solare UV-A/B | UV-A (315-400 nm), UV-B (280-315 nm) | Invecchiamento cutaneo; rischio melanoma (esposizione cronica); cataratta (UV-A cronico) | Crema solare FP 30+ per esterni; occhiali UVA-UVB certificati |
VLE UV (ICNIRP — All. XXXVII D.Lgs. 81/08): Dipende dalla lunghezza d'onda; per UV-C 270 nm: 6 J/m² (circa 10 secondi di arco di saldatura senza protezione = lesione oculare). Limite irradianza effettiva per la cornea e il cristallino è molto basso.
4 · IR industriali: forni, fonderie e danni da calore radiante
Le radiazioni infrarosse (IR) sono emesse da qualsiasi corpo caldo. Nei contesti industriali le sorgenti più significative sono:
| Sorgente IR | Temperatura | Danno oculare | Danno cutaneo |
| Forni industriali (ceramica, vetro, acciaio) | 800–1600 °C | Cataratta da calore (IR-A 780-1400 nm); penetra il cristallino | Ustioni di superficie; eritema cronico; porpora da calore |
| Fonderie (acciaio liquido) | 1500–1700 °C | Fotoretinite se visuale diretta | Ustioni; neoplasie cutanee per esposizione cronica prolungata |
| Pannelli radianti IR-B/C | 300–800 °C | Danno cornea (IR-B/C) | Ustioni superficiali |
DPI per IR industriali:
- Occhiali/visiere con filtro IR (EN 169 saldatura; EN 171 IR industriali) — tonalità DIN 2-7 per IR; DIN 8-13 per archi/forno
- Indumenti in cotone ignifugo o fibra aramidica (EN 11612)
- Schermi termoriflettenti tra lavoratore e sorgente (lamiere alluminate)
- Sorveglianza sanitaria oculare: visita oftalmologica annuale per addetti forni/fonderie
5 · Laser: classi IEC 60825-1 e MPE
IEC 60825-1:2014 — Sicurezza apparecchi laser
Classifica i laser in classi di sicurezza in base alla potenza emessa, alla lunghezza d'onda e alla durata dell'impulso. Il fabbricante deve apporre l'etichetta di classe sull'apparecchio.
| Classe | Potenza / caratteristica | Pericolo | DPI / misure |
| Classe 1 | Sicuro in condizioni normali | Nessuno nelle condizioni d'uso | Nessun DPI specifico |
| Classe 1M | Sicuro senza ottica; pericoloso con lenti | Mai usare ottiche (binocoli, lenti) | — |
| Classe 2 | Visibile; ≤ 1 mW; riflesso di chiusura palpebrale protegge | Basso (puntatori classici) | Non fissare il fascio |
| Classe 3R | 1–5 mW; rischio basso ma misura prudenziale | Potenzialmente pericoloso per incidenti | Non puntare verso persone |
| Classe 3B | 5–500 mW; pericoloso per visione diretta o riflessione speculare | Danno retinico immediato | Occhiali laser specifici per λ; controllo accessi; avvertimento luminoso |
| Classe 4 | > 500 mW; ustioni cute; può incendiare materiali | Laser da taglio/saldatura; altamente pericoloso | Occhiali laser OD adeguato; schermatura totale area; LSO (Laser Safety Officer); formazione specifica |
MPE (Maximum Permissible Exposure): Livello massimo di esposizione al quale l'occhio o la cute di un lavoratore non subisce danni. Dipende da λ, durata impulso, diametro fascio. Tabelle ICNIRP e IEC 60825-1. Il DPI laser deve garantire OD (Optical Density) tale che l'irradianza trasmessa sia ≤ MPE.
6 · Campi elettromagnetici (CEM): Dir. 2013/35/UE e D.Lgs. 81/08 Capo IV
Art. 206 D.Lgs. 81/08 — Campo di applicazione CEM
"Le disposizioni del presente capo si applicano alle attività lavorative che comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine nel corpo umano causati dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia."
| Sorgente CEM industriale | Frequenza | Effetti tipici |
| Trasformatori, linee alta tensione, motori | 50 Hz (ELF) | Correnti indotte nei tessuti; stimolazione nervosa/muscolare a VA elevati |
| Saldatura ad induzione | kHz–MHz | Riscaldamento tissutale (effetto termico); stimolazione a bassa freq. |
| Risonanza magnetica (RM) ospedaliera | 0 Hz (statico) + RF MHz | Forze meccaniche su oggetti metallici; effetti sulla retina; interferenza con pacemaker |
| Forni a microonde industriali | 2,45 GHz | Riscaldamento profondo (non termico percepito) — cataratta; infertilità maschile |
Valori di azione e limiti (Dir. 2013/35/UE): La direttiva distingue effetti sensoriali (VA e VL-S) ed effetti sulla salute (VA e VL). Sopra i VA il datore deve individuare le cause e adottare misure specifiche. I lavoratori con impianti attivi (pacemaker, defibrillatori) richiedono valutazione individuale del medico competente.
7 · Microclima: indici PMV/PPD e comfort termico
ISO 7730:2005 — Ergonomia degli ambienti termici: valutazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante calcolo degli indici PMV e PPD
| Parametro | Definizione | Strumento di misura |
| PMV (Predicted Mean Vote) | Voto medio previsto: scala -3 (freddo intenso) a +3 (caldo intenso); target: −0,5 ≤ PMV ≤ +0,5 | Calcolato da 6 parametri |
| PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied) | % prevista di insoddisfatti per le condizioni termiche; obiettivo < 10% (corrisponde a PMV ±0,5) | Deriva dal PMV |
| Temperatura dell'aria (ta) | Temperatura effettiva dell'aria | Termometro a bulbo secco |
| Temperatura radiante media (tr) | Media pesata delle temperature delle superfici circostanti | Globotermometro (sfera nera) |
| Velocità dell'aria (va) | Velocità media dell'aria in m/s | Anemometro omnidirezionale |
| Umidità relativa (UR) | Contenuto di vapore acqueo nell'aria in % | Psicrometro o igrometro capacitivo |
I 6 parametri del modello PMV: Temperatura aria, temperatura radiante media, velocità aria, umidità relativa, isolamento termico vestiario (Icl in clo), metabolismo (M in W/m²). La norma fornisce tabelle per i valori di M per attività diverse.
8 · Stress da caldo: WBGT e rischi per la salute
Negli ambienti caldi (fonderie, forni, lavori outdoor in estate) si valuta il rischio con l'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), definito dall'ISO 7243:2017:
ISO 7243:2017 (ex ISO 7243:1989) — Ambienti termici caldi: stima dello stress termico sull'uomo con l'indice WBGT
WBGT = 0,7 × Tnw + 0,2 × Tg + 0,1 × Ta (all'esterno, con sole)
WBGT = 0,7 × Tnw + 0,3 × Tg (all'interno o senza irraggiamento solare)
| Patologia da calore | Meccanismo | Segni / Sintomi | Primo intervento |
| Crampi da calore | Perdita di sali minerali con sudorazione intensa | Crampi muscolari agli arti; debolezza | Riposo in luogo fresco; reintegro elettroliti |
| Esaurimento da calore | Disidratazione + vasodilatazione periferica | Pallore, sudorazione profusa, cefalea, nausea; temperatura corporea < 40 °C | Riposo in fresco; liquidi freddi; raffreddamento fisico |
| Colpo di calore | Ipertermia con mancato funzionamento dei meccanismi di termoregolazione | Temperatura corporea > 40 °C; pelle calda e secca; confusione; perdita coscienza — EMERGENZA | Chiamare 118; raffreddamento rapido (ghiaccio su collo, ascelle, inguine); non somministrare liquidi se incosciente |
Prevenzione stress da caldo: Acclimatazione progressiva (1-2 settimane); idratazione 200-300 ml/h; DPI con raffreddamento (gilet evaporativi); rotazione mansioni; pause in luoghi freschi; orari di lavoro nelle ore più fresche.
9 · Stress da freddo: lavori outdoor e celle frigorifere
| Scenario | Rischio | Soglia critica | Misure preventive |
| Lavori outdoor invernali (cantieri, logistica) | Ipotermia, congelamento, sindrome di Raynaud aggravata | Temperatura percepita (wind chill) < −10 °C con vento | DPI termici stratificati (base umidità, intermedio isolante, esterno antivento); riscaldamento mani e piedi; pause riscaldamento ogni 60-90 min |
| Celle frigorifere (−18 °C a −25 °C) | Ipotermia rapida; congelamento; scivolamento su pavimento ghiacciato | Esposizione > 30-45 min senza adeguata protezione | Abbigliamento omologato EN 342; guanti EN 511; calzature isolanti; timer di permanenza; sistema di comunicazione interno |
| Lavori in quota con vento forte | Wind chill amplifica la perdita di calore | Wind chill percepito per pelle esposta | Coprire sempre la pelle; passamontagna; occhiali a mascherina |
ISO 11079:2007 — Ambienti freddi: valutazione dell'esposizione al freddo e stima delle prestazioni degli indumenti protettivi
Definisce l'indice IREQ (Isolated Required — isolamento termico richiesto) e il WCI (Wind Chill Index) per la valutazione del rischio freddo.
10 · Radon: D.Lgs. 101/2020 — misure e livelli di riferimento
D.Lgs. 31/07/2020, n. 101 — Art. 11 (livello di riferimento radon)
"Il livello di riferimento per la concentrazione di attività di radon in aria è fissato a 300 Bq/m³ come media annua, sia per i luoghi di lavoro che per le abitazioni."
Il radon-222 è un gas radioattivo naturale (figlio del radio-226, figlio dell'uranio-238) presente nel suolo; penetra negli edifici attraverso le fondamenta:
| Aspetto | Informazione |
| Ambienti a rischio | Locali sotterranei, semisotterranei, piano terra in zone uranifere (Toscana, Lazio, Campania, Sardegna — mappe ISPRA) |
| Patologia associata | Carcinoma polmonare; secondo fattore di rischio per tumore polmonare dopo il fumo; sinergia fumo + radon molto elevata |
| Misura | Dosimetri passivi a tracce (CR-39, LR-115) per 90 giorni; oppure misura istantanea con camere a ionizzazione; laboratorio accreditato ARPA |
| Obbligo datore di lavoro | Misurazione se locali sotterranei o semisotterranei; se > 300 Bq/m³: intervento di bonifica (ventilazione, depressurizzazione suolo); se > 300 Bq/m³ dopo bonifica: sorveglianza sanitaria e notifica |
| Riferimento zonale | Regioni e ISPRA pubblicano mappe del potenziale di radon; comuni a rischio elevato identificati |
11 · Atmosfere iperbariche e ipobariche
D.Lgs. 81/08, art. 176 e All. XLVII — Lavori in iperbaria
I lavoratori che svolgono lavori in ambienti a pressione superiore a quella atmosferica (subacquei, cassoni iperbarici, camere iperbariche) sono soggetti a specifiche norme di sicurezza e sorveglianza sanitaria.
| Scenario | Rischio specifico | Meccanismo |
| Lavori subacquei (sommozzatori) | Malattia da decompressione (MDD) | Azoto disciolto nei tessuti a pressione elevata → bolle all'emergenza rapida; tabelle di decompressione obbligatorie |
| Cassoni iperbarici (fondazioni, tunnel) | MDD; narcosi da azoto (N₂); tossicità ossigeno | Miscelazione O₂/N₂ ad alta pressione; emergenza con camera di decompressione |
| Camera iperbarica terapeutica | Tossicità O₂ (ad alta %) per i tecnici | Convulsioni da ossigeno ad alta pO₂; limite 1,6 bar pO₂ per operatori |
Malattia da decompressione (MDD):
- Tipo I: dolori muscoloarticolari ("bends"), prurito, rash cutanei
- Tipo II: sintomi neurologici (paralisi, sordità, vertigini), polmonari, cardiovascolari — EMERGENZA
- Trattamento: ricompressione in camera iperbarica + O₂ al 100%
- Prevenzione: rispettare le tabelle di decompressione (US Navy, DCIEM, PADI); volo vietato per 24h dopo immersione
12 · Misure ambientali per microclima: strumentazione e parametri
La valutazione completa del microclima richiede la misura integrata di 4 parametri ambientali e 2 parametri personali:
| Parametro | Strumento | Unità |
| Temperatura dell'aria | Termometro a bulbo secco schermato (≥ 20 cm di schermatura) | °C |
| Temperatura radiante media | Globotermometro (sfera nera opaca ø 150 mm) | °C |
| Velocità aria | Anemometro omnidirezionale a caldo o a ultrasuoni; sensibile da 0,05 m/s | m/s |
| Umidità relativa | Psicrometro (bulbo bagnato/secco) o igrometro capacitivo | % |
| Metabolismo (M) | Tabelle ISO 8996 per tipo di attività (da 46 W/m² riposo a 290 W/m² lavoro pesante) | W/m² |
| Isolamento vestiario (Icl) | Tabelle ISO 9920 per tipo abbigliamento (0,5 clo estivo a 3,0 clo invernale outdoor) | clo |
Discomfort localizzato: ISO 7730 considera anche: correnti d'aria (draught — principale causa di insoddisfazione in ufficio), asimmetria radiante (es. finestre fredde in inverno), gradiente verticale di temperatura (testa–caviglie), pavimento troppo caldo o freddo. Il PMV "globale" può essere confortevole pur con discomfort locale.
Valutazione microclima in fonderia (esempio)
Temperatura aria: 38 °C; Tg: 55 °C (forno vicino); va: 0,8 m/s; UR: 30%; M = 200 W/m² (lavoro moderato in piedi). WBGT = 0,7×Tnw + 0,3×Tg; con Tnw stimato a 34 °C → WBGT = 0,7×34 + 0,3×55 = 40,3 °C → sopra il limite WBGT per M=200 W/m² (WBGT limite ≈ 30 °C, ISO 7243). Obbligatori: gilet raffreddanti, rotazione ogni 20-30 min, area di recupero climatizzata.
13 · Riepilogo e verifica apprendimento
I punti chiave della Sessione 6:
- ROA: UV (saldatura → cheratocongiuntivite; germicide UV-C → pericolo massimo); IR (forni → cataratta da calore)
- Laser: classi 1-4 IEC 60825-1; classe 4 (> 500 mW) → occhiali OD specifici per λ, LSO, schermatura totale
- CEM: Dir. 2013/35/UE; sorgenti: trasformatori (50 Hz), induzione (kHz), RM (statico + RF); pacemaker = lavoratori a rischio particolare
- PMV/PPD (ISO 7730): 6 parametri; target PMV ±0,5 / PPD < 10%
- Stress da caldo: WBGT (ISO 7243); colpo di calore (Tc > 40 °C) = emergenza → 118 + raffreddamento rapido
- Radon: 300 Bq/m³ (D.Lgs. 101/2020); misura con dosimetri 90 gg; ambienti sotterranei a rischio
- MDD: rispettare tabelle decompressione; trattamento: camera iperbarica + O₂
Domanda di verifica
In un magazzino semisotterraneo di un'azienda manifatturiera si è trovato un livello di radon di 450 Bq/m³ (media annua). Cosa deve fare il datore di lavoro?
Risposta: 450 Bq/m³ supera il livello di riferimento di 300 Bq/m³ del D.Lgs. 101/2020. Il datore di lavoro deve: 1) Attuare interventi di risanamento (ventilazione forzata, depressurizzazione suolo, sigillatura fessure); 2) Dopo il risanamento ripetere la misurazione per almeno 12 mesi; 3) Se anche dopo il risanamento il livello supera 300 Bq/m³: attivare la sorveglianza sanitaria con il medico competente, nominare un esperto in radioprotezione e notificare all'ARPA competente; 4) Documentare tutto nel DVR.