Modulo A · Blocco 2/7 (4–8 h) · Slide 25/50

Cultura della sicurezza: origine del concetto e definizioni

L'espressione cultura della sicurezza compare in modo ufficiale nel 1986, nel rapporto dell'International Nuclear Safety Advisory Group dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sull'incidente di Chernobyl. L'incidente non si spiegava con un guasto o con un singolo errore, ma con un insieme di atteggiamenti e priorità che avevano portato operatori e dirigenti a condurre un test violando ripetutamente le regole di sicurezza.

Negli anni successivi furono proposte diverse definizioni. Il gruppo di esperti nucleari la descrisse come l'insieme di caratteristiche e atteggiamenti di organizzazioni e individui che fa sì che le questioni di sicurezza ricevano, come priorità assoluta, l'attenzione che meritano. Un comitato consultivo britannico per la sicurezza degli impianti nucleari ne diede nel 1993 una definizione più ampia e molto citata: il prodotto di valori, atteggiamenti, percezioni, competenze e modelli di comportamento individuali e di gruppo che determinano l'impegno, lo stile e la capacità della gestione della salute e sicurezza di un'organizzazione.

Un riferimento classico per capire cosa sia una cultura organizzativa è il modello di Edgar Schein, che distingue tre livelli: gli artefatti visibili, come cartelli, procedure, dispositivi; i valori dichiarati, come politiche e slogan; gli assunti di base, cioè le convinzioni profonde spesso inconsapevoli. Una cultura della sicurezza debole si riconosce proprio dalla distanza tra i livelli: cartelli e politiche perfetti, mentre l'assunto condiviso nel reparto è che la produzione viene prima di tutto.