Quando l'esposizione supera i valori di riferimento e non è possibile ridurla con misure tecniche, si interviene sulla durata, alternando lavoro e recupero in rapporti definiti. Le tabelle dell'ACGIH, riprese in molti documenti tecnici, propongono soglie WBGT diverse a seconda della percentuale di tempo lavorato in ogni ora, ad esempio tre quarti di lavoro e un quarto di recupero, oppure metà e metà. Il principio è che il recupero abbassa il carico medio e consente alla temperatura interna di scendere prima di riprendere.
Perché una pausa funzioni davvero deve avvenire in un luogo più fresco, all'ombra o in un ambiente climatizzato, con possibilità di sedersi, bere e togliere i DPI che trattengono calore. Una pausa trascorsa in piedi accanto alla betoniera al sole riduce la fatica muscolare ma non il carico termico. Nei cantieri si ricorre a gazebo, tettoie, container climatizzati, nebulizzatori; nei capannoni a zone ristoro ventilate lontane dalle sorgenti.
Le pause vanno organizzate dal preposto e non lasciate alla libera iniziativa, per due motivi. Il primo è che chi lavora a cottimo o con obiettivi di produttività tende a rinunciarvi. Il secondo è che in una squadra nessuno vuole essere il primo a fermarsi. Una regola esplicita, con orari o segnali, toglie il peso della scelta al singolo. Nelle squadre si possono prevedere rotazioni tra compiti al sole e compiti all'ombra, distribuendo l'esposizione in modo che nessuno accumuli tutte le fasi più gravose.