Modulo B comune · Blocco 1/12 (0–4 h) · Slide 39/50

Stabilire le priorità tra molti interventi possibili

Al termine di una valutazione approfondita il RSPP si trova spesso con decine di azioni proposte. Le risorse economiche e di personale sono limitate, quindi serve un criterio trasparente per decidere da dove cominciare.

Il primo criterio è il livello di rischio: gli scenari nella fascia più alta della matrice, o con priorità alta nella FMEA, vengono prima. Il secondo è la gravità potenziale indipendentemente dalla probabilità: un possibile evento mortale o con invalidità permanente merita un'attenzione immediata anche se giudicato poco probabile. Il terzo è il numero di persone esposte, perché una misura che protegge cento operatori ha un impatto maggiore di una che ne protegge due a parità di rischio. Il quarto è l'eventuale non conformità a obblighi di legge, che va sanata indipendentemente dalla graduatoria.

A questi si aggiungono criteri di fattibilità. Le azioni rapide e poco costose, come ripristinare un riparo smontato o spostare un deposito di materiale da una via di esodo, vanno attuate subito senza attendere il programma. Le azioni complesse vanno pianificate tenendo conto dei tempi di progettazione, di acquisto e di fermo impianto.

È utile presentare alla direzione una tabella con il rischio, la misura, il costo stimato, la riduzione attesa e la scadenza proposta. Quando le risorse non consentono di attuare subito una misura prioritaria, va prevista una misura temporanea di livello inferiore e va scritto il motivo del rinvio, così che la scelta resti tracciabile.