Le scaffalature metalliche industriali sono strutture portanti a tutti gli effetti, anche se vengono percepite come arredi. Le tipologie più diffuse sono le portapallet a correnti, le drive-in in cui il carrello entra nella struttura, le dinamiche a gravità con rulliere inclinate, le cantilever a mensole per carichi lunghi, le scaffalature a ripiani per il picking manuale, le strutture su basi mobili e i magazzini automatici serviti da trasloelevatori. Ogni tipologia ha modalità di guasto diverse.
Il riferimento tecnico è una famiglia di norme coordinate. La UNI EN 15512 tratta la progettazione strutturale delle scaffalature portapallet regolabili. La UNI EN 15620 definisce tolleranze, deformazioni e spazi liberi necessari tra carichi, montanti e mezzi. La UNI EN 15629 riguarda la specifica delle attrezzature di stoccaggio, cioè le informazioni che utilizzatore e fornitore devono scambiarsi: carichi, pallet, mezzi di movimentazione, pavimento, ambiente. La UNI EN 15635 disciplina uso e manutenzione, ed è la norma con cui il datore di lavoro si confronta ogni giorno.
Dal punto di vista del D.Lgs. 81/08 la scaffalatura può essere considerata attrezzatura di lavoro o parte del luogo di lavoro, ma il risultato pratico non cambia: deve essere installata secondo progetto, mantenuta in efficienza e verificata. In un'acquisizione aziendale o in un trasloco di magazzino il RSPP deve chiedere il progetto originario, le istruzioni del fornitore e la verifica del pavimento, perché i carichi concentrati sulle piastre di base sono elevati.