Modulo B comune · Blocco 8/12 (28–32 h) · Slide 43/50

Ultrasuoni, infrasuoni e atmosfere iperbariche: agenti meno noti

L'articolo 180 include tra gli agenti fisici anche ultrasuoni, infrasuoni e atmosfere iperbariche, per i quali il D.Lgs. 81/08 non fissa valori numerici. La valutazione si basa quindi sui principi del Capo I e su riferimenti tecnici riconosciuti, come i valori proposti dall'associazione statunitense ACGIH o le indicazioni pubblicate da enti nazionali.

Gli ultrasuoni hanno frequenze superiori a circa 20000 Hz e sono prodotti, in ambito industriale, da saldatrici a ultrasuoni per materie plastiche, vasche di lavaggio a ultrasuoni, apparecchi per taglio e sigillatura, alcuni sistemi di controllo non distruttivo. Molte di queste sorgenti emettono anche componenti udibili alle alte frequenze. Possono causare cefalea, affaticamento, acufeni e, per contatto diretto con il liquido o il pezzo in vibrazione, effetti locali sulle mani. La protezione si ottiene con cabine, coperchi interbloccati sulle vasche e divieto di immergere le mani nel liquido in funzione.

Gli infrasuoni, sotto i 20 Hz, derivano da grandi ventilatori, compressori, motori diesel lenti, turbine, mezzi pesanti; sono poco udibili ma possono dare sensazione di pressione, malessere e disturbi dell'equilibrio. Le atmosfere iperbariche riguardano lavori subacquei, attività in cassoni ad aria compressa e camere iperbariche: i rischi principali sono barotraumi, malattia da decompressione e narcosi da azoto, gestiti con tabelle di decompressione, personale abilitato e assistenza sanitaria specializzata. Per questi casi il RSPP coinvolge sempre specialisti.