Modulo C (RSPP) · Blocco 1/6 (0–4 h) · Slide 17/50

Capitolo 6.1.2: identificare i pericoli in modo sistematico

La norma chiede un processo continuo e proattivo di identificazione dei pericoli, che tenga conto di un elenco di fattori più ampio di quanto spesso si faccia nella pratica. Vanno considerati il modo in cui il lavoro è organizzato e i fattori sociali, compresi carico di lavoro, orari, vessazioni, molestie e bullismo, insieme alla leadership e alla cultura aziendale. Vanno considerate le attività e situazioni ordinarie e non ordinarie, compresi i pericoli derivanti da infrastrutture, attrezzature, materiali, sostanze e condizioni fisiche, dalla progettazione dei prodotti e servizi, dai fattori umani e dal modo in cui il lavoro viene effettivamente eseguito.

Occorre inoltre tener conto degli incidenti passati, interni ed esterni, delle potenziali situazioni di emergenza, delle persone coinvolte, cioè lavoratori, appaltatori, visitatori, persone nelle vicinanze, e delle situazioni vicine al luogo di lavoro che possono incidere su di esso, come un'azienda confinante a rischio di incidente rilevante.

Le attività non ordinarie meritano attenzione particolare: pulizia straordinaria di una tramoggia, sblocco di un nastro trasportatore inceppato, fermata annuale dell'impianto, lavoro notturno con personale ridotto. Molti infortuni gravi nell'industria avvengono proprio durante operazioni di manutenzione e regolazione, che il DVR descrive in poche righe.

Gli strumenti restano quelli del modulo B; la novità è che l'identificazione diventa un processo con frequenza, responsabili, coinvolgimento dei lavoratori e criteri di aggiornamento definiti, e non un'attività svolta una tantum.