Gli obiettivi per la salute e sicurezza devono essere stabiliti per funzioni e livelli pertinenti, coerenti con la politica, misurabili se praticabile o almeno valutabili in termini di prestazione, monitorati, comunicati e aggiornati. Devono tenere conto delle prescrizioni applicabili, dei risultati della valutazione dei rischi e degli esiti della consultazione dei lavoratori. Per ciascuno vanno definiti cosa si farà, con quali risorse, chi ne è responsabile, entro quando e come saranno valutati i risultati.
Il criterio SMART aiuta a scriverli: specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante, definito nel tempo. Ridurre gli infortuni è un desiderio, non un obiettivo. Portare a zero gli accessi di operatori nella zona di caricamento del forno durante il funzionamento entro giugno, grazie all'installazione di un sistema di alimentazione automatica, è un obiettivo verificabile.
Occorre evitare di fondare tutti gli obiettivi su indicatori di risultato come il numero di infortuni, che nelle piccole aziende fluttua per effetto del caso e può incentivare la mancata denuncia. È preferibile combinarli con obiettivi su attività preventive: percentuale di near miss analizzati entro dieci giorni, numero di osservazioni di sicurezza svolte dai preposti, chiusura delle azioni correttive nei tempi, completamento dei piani di addestramento.
Gli obiettivi vanno declinati per livello. Al direttore di produzione spetta l'investimento sulla linea di pallettizzazione; al capo reparto la riduzione dei lavori svolti con ripari aperti; al magazziniere il rispetto delle aree di stoccaggio.