Sulla base dell'analisi del compito si possono applicare metodi di identificazione degli errori. Uno dei più diffusi è SHERPA, sviluppato per l'industria di processo, che classifica ogni operazione in un tipo di comportamento, come azione, controllo, recupero di informazioni, comunicazione, selezione, e per ciascun tipo propone una lista di modi di errore: azione troppo lunga o troppo breve, controllo omesso, informazione non comunicata, selezione sbagliata. Per ogni errore credibile si annotano conseguenze, possibilità di recupero, probabilità qualitativa, criticità e rimedi.
Esistono anche metodi quantitativi di affidabilità umana, come HEART o THERP, che stimano una probabilità di errore partendo da valori nominali per tipi di compito e correggendoli con fattori peggiorativi. Sono usati soprattutto negli impianti a rischio di incidente rilevante e nelle analisi di sicurezza di processo. Per un RSPP di azienda manifatturiera è sufficiente conoscerne l'esistenza e la logica, mentre l'applicazione richiede competenze specialistiche e dati affidabili.
Nella maggior parte delle realtà produttive, un approccio qualitativo strutturato è già un grande passo avanti. Si scelgono i compiti critici, come manutenzioni con energia residua, travasi di sostanze pericolose, operazioni di sollevamento non ripetitive; si fa l'analisi del compito con gli operatori; si individuano per ogni passo gli errori credibili; si verifica se le misure attuali li prevengono o li rendono recuperabili. Il risultato si integra nel DVR come parte della valutazione dei rischi per mansione.