La struttura di protezione è progettata per salvaguardare lo spazio attorno al sedile. Se il conducente non è trattenuto, durante il capovolgimento tende istintivamente a saltare fuori oppure viene proiettato dal moto del mezzo, e finisce nella traiettoria del trattore stesso o della struttura, venendo schiacciato. La cintura, o più in generale il sistema di ritenzione del conducente, è quindi parte integrante della protezione e non un accessorio.
I trattori moderni sono omologati con cintura a due punti addominale, ancorata al sedile o alla struttura secondo quanto previsto dal costruttore. Nei mezzi adeguati, la cintura va installata con ancoraggi di resistenza adeguata, perché le sollecitazioni durante un ribaltamento sono elevate; fissarla a un supporto del sedile non idoneo significa vederla strappare nel momento in cui serve.
Le resistenze all'uso sono note: frequenti salite e discese dal posto di guida, sensazione di essere bloccati in caso di pericolo, convinzione che sia meglio saltare. Quest'ultima è l'idea più pericolosa da smontare in formazione: il salto riesce raramente, perché il ribaltamento è più veloce della reazione umana. L'ASPP può contribuire con esempi visivi, filmati delle prove ufficiali e con regole semplici legate alle situazioni: cintura sempre allacciata in pendenza, vicino a fossi e argini, su strade sterrate e in tutti i trasferimenti. Il preposto, durante i giri in campo, verifica che la regola venga rispettata, intervenendo subito e non a fine stagione.