Il cronoprogramma dei lavori è richiesto dall'Allegato XV come parte del PSC e rappresenta graficamente, di solito con un diagramma di Gantt, la durata delle fasi e sottofasi e la loro successione. Non è un documento di programmazione commerciale, ma lo strumento con cui il coordinatore individua visivamente le sovrapposizioni: due barre che si sovrappongono nello stesso periodo e nella stessa area indicano un'interferenza da gestire.
Un cronoprogramma utile riporta per ciascuna fase l'impresa o la categoria di lavoro prevista, la zona del cantiere, il numero medio di addetti e le principali attrezzature impiegate. Da questi dati il CSP ricava l'entità presunta in uomini-giorno e programma i momenti in cui il coordinamento deve essere più intenso, come il passaggio dalla struttura alle finiture, quando entrano in cantiere molte imprese specialistiche in pochi giorni.
Errore frequente: un cronoprogramma redatto una sola volta e mai aggiornato. Nella realtà le fasi slittano per meteo, ritardi nelle forniture o varianti; se il CSE non lo aggiorna, il documento non descrive più il cantiere. Nei siti industriali va poi raccordato con le fermate produttive: un lavoro in copertura previsto per agosto può essere anticipato se la produzione si ferma prima, cambiando completamente lo scenario di interferenze con il personale dello stabilimento e con i mezzi di movimentazione interni. Una versione aggiornata del diagramma, datata e affissa nell'ufficio di cantiere, è un ottimo supporto alle riunioni di coordinamento settimanali.