Nei processi batch la stessa apparecchiatura attraversa fasi diverse: carica, riscaldamento, reazione, raffreddamento, travaso, lavaggio. Applicare le parole guida solo ai P&ID non basta, perché la stessa deviazione ha conseguenze diverse a seconda della fase. Si usa allora l'HAZOP procedurale, in cui i nodi sono i passi della ricetta o della procedura operativa e le parole guida si applicano alle azioni: passo omesso, eseguito in ritardo o in anticipo, eseguito due volte, eseguito in parte, eseguito sull'apparecchio sbagliato, sequenza invertita.
Questo approccio fa emergere scenari che l'analisi statica non vede: un operatore che salta la verifica dell'avvio della reazione, una carica duplicata perché il primo fusto non era stato registrato, un lavaggio con acqua eseguito su un reattore non ancora completamente svuotato. È particolarmente utile nei reparti multiprodotto, dove gli operatori gestiscono decine di ricette.
Esistono altre varianti. Lo studio HAZID è uno screening preliminare per individuare i pericoli principali nelle prime fasi di progetto. Il CHAZOP si concentra sui sistemi di controllo computerizzati, analizzando guasti di schede, perdite di comunicazione e errori di software. Il what-if, più libero, è adatto a sistemi semplici. Tutti condividono un limite: individuano gli scenari, ma non dicono se le protezioni esistenti sono sufficienti in termini numerici. Per questo serve uno strumento semiquantitativo, la LOPA, trattata più avanti.