Per i composti organici volatili a basse concentrazioni, come benzene, toluene, xileni e molti solventi, i sensori catalitici non sono abbastanza sensibili: misurano per cento del limite inferiore di esplosività, cioè migliaia di ppm. Lo strumento adatto è il fotoionizzatore, abbreviato PID, che ionizza le molecole con una lampada ultravioletta e misura la corrente prodotta, con sensibilità fino a frazioni di ppm.
Il PID ha un limite importante: non è selettivo. Risponde a tutte le sostanze con energia di ionizzazione inferiore a quella della lampada e restituisce un valore unico tarato su un gas di riferimento, normalmente l'isobutilene. Per leggere il benzene in una miscela di idrocarburi servono strumenti con tubi di separazione dedicati o la combinazione con fiale selettive. È invece eccellente per localizzare perdite, verificare l'efficacia di una bonifica e individuare i compiti che generano picchi.
Le fiale colorimetriche sono tubi di vetro contenenti un reagente che cambia colore in presenza di un gas specifico; con una pompa manuale si aspira un volume noto e si legge la lunghezza della zona virata su una scala graduata. Sono economiche, disponibili per centinaia di sostanze e utili per misure spot di gas per cui non esiste un sensore elettronico. Hanno precisione limitata, interferenze e scadenza: vanno conservate secondo le istruzioni e non vanno mai usate come unico sistema di allarme personale. Sono invece un buon complemento per confermare la natura di un gas segnalato dal PID.