Su molte unità il pescato viene eviscerato, decapitato o lavato a bordo prima dello stivaggio. Si lavora con coltelli affilati, su superfici instabili, con le mani fredde e bagnate: le ferite da taglio alle dita e al palmo della mano non dominante sono frequenti, così come le lesioni da scivolamento della lama.
Accanto ai tagli c'è un rischio specifico dato dalle specie stesse. La tracina, lo scorfano e le razze con aculeo caudale possono iniettare veleno con le spine; le murene e i gronghi mordono; i ricci e alcune specie di meduse portano a bordo strutture urticanti. Le punture di tracina provocano un dolore molto intenso e gonfiore; il primo intervento comunemente indicato è l'immersione della parte in acqua calda, sopportabile e senza rischio di scottatura, perché la tossina è sensibile al calore, seguita da valutazione sanitaria.
Le misure preventive sono guanti antitaglio di taglia corretta per la mano che tiene il pesce, coltelli con impugnatura antiscivolo e protezione per la mano, postazioni di lavoro stabili e illuminate, contenitori dedicati per riporre i coltelli quando non si usano. L'equipaggio deve essere informato sulle specie pericolose presenti nelle catture abituali e sapere come maneggiarle, ad esempio afferrando la tracina con pinze o attrezzi senza toccare le spine dorsali. La cassetta di bordo va integrata con quanto necessario per questi casi, in accordo con il medico competente. I coltelli vanno affilati regolarmente: una lama poco tagliente richiede più forza e scivola più facilmente.