Quando l'allarme di sentina suona o si vede acqua in un locale, il primo obiettivo è individuare l'origine. Spesso la soluzione è immediata: chiudere la valvola della presa a mare relativa al manicotto rotto. Per questo ogni valvola a scafo deve essere raggiungibile, manovrabile e identificata, e l'equipaggio deve sapere dove si trova. Valvole grippate dalla salsedine, impossibili da girare a mano, trasformano un guasto banale in un'emergenza seria.
Contemporaneamente si avviano le pompe di sentina, elettriche e meccaniche, e si informa la plancia. Se l'origine non è chiudibile si ricorre ai mezzi di tamponamento: tappi conici in legno di misure diverse, da tenere legati vicino a ogni passascafo, cunei, stucchi bicomponenti che induriscono anche sott'acqua, pezze di gomma con fascette, materassini o teli da applicare all'esterno dello scafo per ridurre l'ingresso d'acqua. Un kit di emergenza raccolto in un contenitore noto a tutti evita di perdere minuti preziosi a cercare materiali.
Il comandante deve valutare se la capacità delle pompe supera la portata dell'acqua in ingresso. Se il livello continua a salire, occorre lanciare subito il PAN PAN o il MAYDAY, dirigere verso costa o porto più vicino e preparare la zattera, senza aspettare che la situazione diventi disperata: le motovedette possono portare pompe aggiuntive se arrivano in tempo. L'errore più grave è sottovalutare la situazione per evitare di chiedere aiuto, come mostrano diverse inchieste sui naufragi di pescherecci.