💥 RSPP/ASPP SP4 · Sess. 2
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Specializzazione B4 — Settore Chimico · Sessione 2 di 4

Auto va avanti da sola. Stop ferma voce e avanzamento quando devi spiegare tu.

1 · Obiettivi della sessione

Questa sessione di 4 ore affronta il tema delle atmosfere esplosive (ATEX) nel settore chimico: normativa di prodotto (Dir. 2014/34/UE) e di luogo di lavoro (Dir. 1999/92/CE — Titolo XI D.Lgs. 81/08), classificazione delle zone pericolose, DPE e misure di prevenzione.

1b · Obiettivi della sessione (segue)

Al termine saprai:
  • Distinguere la Direttiva ATEX prodotti (2014/34/UE) dalla Direttiva luoghi di lavoro (1999/92/CE)
  • Classificare correttamente le zone pericolose Ex (Zone 0,1,2 per gas; Zone 20,21,22 per polveri)
  • Redigere o verificare il Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE)
  • Applicare il concetto di LEL/UEL e i triangoli del fuoco per i gas più comuni
  • Identificare le categorie di apparecchiature ATEX (I, II, III) e la marcatura Ex
  • Individuare e controllare le sorgenti di accensione: elettriche, meccaniche, statiche

1c · Obiettivi della sessione (segue)

Dati INAIL — Incidenti ATEX in Italia: ogni anno si registrano circa 50-80 esplosioni significative in ambito industriale, di cui il 30% in impianti chimici/petrolchimici. Il gas naturale e i solventi organici sono i combustibili coinvolti nella maggior parte degli eventi.

2 · Quadro normativo ATEX: le due direttive

La protezione da atmosfere esplosive è disciplinata da due direttive europee complementari che trattano rispettivamente i prodotti (apparecchiature) e i luoghi di lavoro.

2b · Quadro normativo ATEX: le due direttive (segue)

AspettoATEX Prodotti — Dir. 2014/34/UEATEX Luoghi — Dir. 1999/92/CE
OggettoApparecchiature e sistemi di protezione destinati all'uso in atmosfere potenzialmente esplosiveProtezione dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive
Recepimento ITD.Lgs. 85/2016 (sostituisce D.Lgs. 126/2001)D.Lgs. 81/08 Titolo XI (artt. 287-297)
Soggetti obbligatiFabbricanti e importatori di apparecchiature ExDatori di lavoro con luoghi a rischio esplosione

2c · Quadro normativo ATEX: le due direttive (segue)

AspettoATEX Prodotti — Dir. 2014/34/UEATEX Luoghi — Dir. 1999/92/CE
Requisiti chiaveMarcatura Ex, conformità EN 60079, certificazione Organismo NotificatoDPE, classificazione zone, procedure di sicurezza, formazione
Categoria apparecchiatureCategoria I (zona 0/20), II (zona 1/21), III (zona 2/22)Scelta apparecchiature in base alla zona classificata

2d · Quadro normativo ATEX: le due direttive (segue)

D.Lgs. 81/08, art. 287 — Definizioni ATEX Per "atmosfera esplosiva" si intende una miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili in forma di gas, vapori, nebbie o polveri, nella quale la combustione si propaga spontaneamente dopo accensione.

3 · Triangolo del fuoco e LEL/UEL

Un'esplosione (deflagrazione o detonazione) richiede la contemporanea presenza di tre elementi: combustibile, comburente e sorgente di accensione. Il campo di infiammabilità è definito da LEL e UEL.

3b · Triangolo del fuoco e LEL/UEL (segue)

LEL/LIL e UEL/ULS — Limiti di infiammabilità:
  • LEL (Lower Explosive Limit) / LIL (Limite Inferiore di Infiammabilità): concentrazione minima di gas/vapore in aria al di sotto della quale la miscela non è infiammabile (troppo povera)
  • UEL (Upper Explosive Limit) / ULS (Limite Superiore di Infiammabilità): concentrazione massima al di sopra della quale la miscela non è infiammabile (troppo ricca)
  • Il campo di esplosività è l'intervallo tra LEL e UEL: qualsiasi accensione in questo range può causare esplosione

3c · Triangolo del fuoco e LEL/UEL (segue)

Gas/VaporeLEL (% vol.)UEL (% vol.)Classificazione
Idrogeno (H2)4%75%IIC — altissimo rischio
Acetilene (C2H2)2,5%100%IIC — esplosivo puro
Propano (C3H8)2,1%9,5%IIA
Etilene (C2H4)2,7%36%IIB
Metano (CH4)5%15%IIA
Benzene (C6H6)1,2%7,8%IIA — cancerogeno
Acetone2,5%12,8%IIA

3d · Triangolo del fuoco e LEL/UEL (segue)

Monitoraggio continuo: In zone a rischio ATEX si installano rilevatori di gas fissi tarati al 10-20% del LEL (allarme) e al 40-60% del LEL (allarme 2 — evacuazione). La risposta istantanea degli strumenti è fondamentale: usare tecnologia catarometrica o a infrarossi, non elettrochimica per gas infiammabili.

4 · Classificazione zone Ex per gas e vapori (Zone 0, 1, 2)

La classificazione delle zone pericolose è il cuore del DPE. Per gas, vapori e nebbie infiammabili si usano le Zone 0, 1 e 2, in base alla frequenza e durata della presenza di atmosfera esplosiva.

4b · Classificazione zone Ex per gas e vapori (Zone 0, 1, 2) (segue)

ZonaDefinizioneFrequenzaEsempi tipici
Zona 0Atmosfera esplosiva presente in modo continuo, frequente o per lunghi periodiContinua (>1000h/anno)Interno serbatoi benzina, interno tubazioni con gas, vapori sopra liquidi in recipienti chiusi
Zona 1Atmosfera esplosiva presente occasionalmente durante le normali condizioni operativePeriodica (10-1000h/anno)Intorno a valvole, flange, pompe; aree di carico/scarico cisterne; zona vicino a serbatoi Zona 0

4c · Classificazione zone Ex per gas e vapori (Zone 0, 1, 2) (segue)

ZonaDefinizioneFrequenzaEsempi tipici
Zona 2Atmosfera esplosiva non presente normalmente, ma possibile in caso di anomalieRara (<10h/anno)Intorno a Zona 1, aree con tenute meccaniche affidabili, zone aperte a bassa probabilità

4d · Classificazione zone Ex per gas e vapori (Zone 0, 1, 2) (segue)

Norma di riferimento per la classificazione: IEC 60079-10-1 (gas) e IEC 60079-10-2 (polveri), recepite come CEI EN 60079-10. In Italia il documento di riferimento è anche la Guida CEI 31-35 per le applicazioni nel chimico e petrolchimico. La classificazione va eseguita da un tecnico qualificato ATEX con formazione documentata.

4e · Classificazione zone Ex per gas e vapori (Zone 0, 1, 2) (segue)

Strumento di lavoro: il layout di classificazione zone
Il documento di classificazione zone include: planimetria quotata dell'impianto, individuazione delle sorgenti di rilascio (grado continuo/primario/secondario), profilo di zona (estensione, forma), tabella sorgenti-zone. Va allegato al DPE e aggiornato ad ogni modifica impiantistica significativa.

5 · Classificazione zone Ex per polveri (Zone 20, 21, 22)

Le polveri infiammabili (es. farine, zucchero, carbone, polveri metalliche, resine) richiedono una classificazione separata con le Zone 20, 21 e 22, analoghe alle zone gas ma con parametri specifici per le polveri.

5b · Classificazione zone Ex per polveri (Zone 20, 21, 22) (segue)

ZonaDefinizioneEsempi tipici
Zona 20Nube di polvere infiammabile presente in modo continuo, frequente o per lunghi periodiInterno di silos, tramogge, mescolatori, trasportatori a coclea con polveri infiammabili
Zona 21Nube di polvere infiammabile presente occasionalmente nelle normali condizioni operativeIntorno ai punti di riempimento/svuotamento di sacchi, vicino a filtri a maniche, aree di insaccamento

5c · Classificazione zone Ex per polveri (Zone 20, 21, 22) (segue)

ZonaDefinizioneEsempi tipici
Zona 22Nube di polvere infiammabile non presente in condizioni normali, ma possibile in caso di anomalieIntorno a Zona 21, aree con depositi di polvere che possono formare nube per agitazione/pulizia

5d · Classificazione zone Ex per polveri (Zone 20, 21, 22) (segue)

Parametri chiave per le polveri:
  • MEC (Minimum Explosive Concentration): concentrazione minima di polvere in aria per formare atmosfera esplosiva (tipicamente 10-100 g/m³)
  • Kst (costante di deflagrazione delle polveri): classe St1 (Kst ≤200), St2 (200-300), St3 (>300 — molto violento, es. alluminio)
  • MIT (Minimum Ignition Temperature): temperatura minima di accensione di uno strato di polvere (es. polvere di grano: 410°C come strato, 440°C come nube)

6 · Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE)

Il DPE è il documento obbligatorio per tutti i datori di lavoro con luoghi di lavoro in cui possono formarsi atmosfere esplosive. È previsto dall'art. 294 del D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08, art. 294, co. 1 "Il datore di lavoro adempie agli obblighi [...] elaborando e tenendo aggiornato un documento, di seguito denominato «documento sulla protezione contro le esplosioni». Il documento è redatto prima dell'inizio del lavoro."

6b · Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE) (segue)

Contenuto obbligatorio del DPE (art. 294 e All. XLIX):
  • Determinazione e valutazione del rischio di esplosione
  • Classificazione delle zone pericolose (layout grafico)
  • Misure adottate per prevenire la formazione di atmosfere esplosive
  • Misure adottate per evitare l'accensione di atmosfere esplosive
  • Misure per limitare gli effetti di un'eventuale esplosione
  • Indicazione degli apparecchi utilizzati in zone classificate (categorie Ex)
  • Procedure di sicurezza per lavori in zone Ex: permessi di lavoro, hot work, messa a terra

6c · Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE) (segue)

Contenuto obbligatorio del DPE (art. 294 e All. XLIX):
  • Elenco delle aree di lavoro in cui si applicano le misure (con planimetria)
Aggiornamento del DPE: Va aggiornato ogni volta che l'impianto viene modificato, ampliato o dopo un incidente. Non esiste una periodicità fissa obbligatoria, ma è buona pratica una revisione annuale e dopo ogni modifica significativa dell'impianto (MOC — Management of Change).

7 · Apparecchiature ATEX: categorie e marcatura Ex

Le apparecchiature destinate alle zone Ex devono essere certificate secondo la Direttiva 2014/34/UE (Dir. ATEX prodotti). La categoria dell'apparecchiatura deve essere compatibile con la zona classificata.

7b · Apparecchiature ATEX: categorie e marcatura Ex (segue)

CategoriaZona compatibile (gas)Zona compatibile (polveri)Livello di protezione (EPL)
Categoria 1GZone 0, 1, 2—Ga (altissima protezione)
Categoria 2GZone 1, 2—Gb (alta protezione)
Categoria 3GZona 2—Gc (protezione normale)
Categoria 1D—Zone 20, 21, 22Da (altissima protezione)
Categoria 2D—Zone 21, 22Db (alta protezione)
Categoria 3D—Zona 22Dc (protezione normale)

7c · Apparecchiature ATEX: categorie e marcatura Ex (segue)

Lettura della marcatura Ex su un'apparecchiatura
Esempio: II 2G Ex d IIB T4 Gb
• II: Gruppo II (industria di superficie, non miniere)
• 2G: Categoria 2 per gas (zona 1 o 2)
• Ex d: Modo di protezione "a involucro antideflagrante"
• IIB: Sottogruppo gas IIB (propilene, etilene — tra IIA e IIC)
• T4: Classe di temperatura massima superficie 135°C
• Gb: Equipment Protection Level — alta protezione

7d · Apparecchiature ATEX: categorie e marcatura Ex (segue)

Modi di protezione principali (norma EN 60079): d (antideflagrante), e (sicurezza aumentata), ia/ib (sicurezza intrinseca), p (sovrappressione interna), m (incapsulamento), n (non infiammabile in funz. normale — solo Cat.3), o (immersione in olio).

8 · Misure di prevenzione: ventilazione e messa a terra

La prevenzione primaria in un'area ATEX mira a impedire la formazione di atmosfere esplosive attraverso misure tecniche e organizzative. Le più efficaci sono la ventilazione adeguata e la messa a terra per l'elettricità statica.

8b · Misure di prevenzione: ventilazione e messa a terra (segue)

Ventilazione nelle zone Ex:
  • Ventilazione naturale: sfrutta moti convettivi e vento. Sufficiente per zone 2 con gas leggeri e aperture adeguate. Inaffidabile per ambienti chiusi.
  • Ventilazione artificiale localizzata: aspirazione diretta sulle fonti di rilascio. Riduce o elimina la zona di classificazione. Ventilatori: motori antideflagranti obbligatori in zona Ex.
  • Ventilazione artificiale generale: 10-15 ricambi aria/ora per spazi chiusi. Monitorata da sensori O2 e/o gas combustibili.

8c · Misure di prevenzione: ventilazione e messa a terra (segue)

Ventilazione nelle zone Ex:
  • Downgrading della zona: una buona ventilazione può ridurre la Zona 1 a Zona 2 o la Zona 2 a zona non classificata.

8d · Misure di prevenzione: ventilazione e messa a terra (segue)

Messa a terra e bonding per elettricità statica:
  • Le cariche statiche si accumulano durante il flusso di liquidi in condotte, durante il travaso, con polveri in movimento
  • La scintilla di scarica può superare l'energia minima di accensione (MIE) — es. MIE idrogeno: 0,017 mJ; MIE propano: 0,25 mJ
  • Messa a terra (earthing): collegamento elettrico al dispersore di terra (resistenza ≤10Ω per ATEX)
  • Bonding (equipotenzializzazione): collegamento tra due parti conduttrici per eliminare differenze di potenziale durante il travaso

8e · Misure di prevenzione: ventilazione e messa a terra (segue)

Messa a terra e bonding per elettricità statica:
  • Utensili antideflagranti (beryllium-copper, plastica antistatica): obbligatori per lavori in zona 0 e 1

9 · Sorgenti di accensione: classificazione e controllo

Le sorgenti di accensione sono l'elemento del triangolo del fuoco su cui è più facile intervenire. La norma EN 13463-1 classifica le sorgenti di accensione pertinenti per le apparecchiature ATEX.

9b · Sorgenti di accensione: classificazione e controllo (segue)

Sorgente di accensioneEsempioMisura di prevenzione
Fiamme libere e gas caldiLavori di saldatura, fiamme ossiacetilenicaPermesso di lavoro a caldo (Hot Work Permit); bonifica atmosfera; isolamento zona
Scintille elettricheInterruttori, motori non Ex, corto circuitiUso esclusivo di apparecchiature ATEX certificate in zona classificata
Scintille meccanicheAttrito tra metalli, utensili tradizionaliUtensili antideflagranti (bronzo, leghe speciali), materiali non scintillanti

9c · Sorgenti di accensione: classificazione e controllo (segue)

Sorgente di accensioneEsempioMisura di prevenzione
Superfici caldeResistenze elettriche, tubi vapore, motoriScelta apparecchiature per classe temperatura (T1-T6) < MIT sostanza
Elettricità staticaTravaso liquidi, pneumatici infiammabiliMessa a terra + bonding; abiti antistatici (EN 1149-3); calzature antistatiche (EN ISO 20345)
FulminiScarica atmosferica su serbatoi esterniImpianto di protezione dalla fulminazione (CEI EN 62305); gabbia di Faraday

9d · Sorgenti di accensione: classificazione e controllo (segue)

Sorgente di accensioneEsempioMisura di prevenzione
Compressione adiabaticaChiusura rapida valvole, colpo d'arieteValvole a chiusura lenta; sistemi di arresto progressivo
D.Lgs. 81/08, art. 290, co. 1 "Il datore di lavoro adotta misure tecniche e organizzative per evitare l'accensione dell'atmosfera esplosiva, tenendo conto delle sorgenti di accensione [...] tra cui le scariche di elettricità statica provenienti dai lavoratori o dall'ambiente di lavoro."

10 · Permesso di lavoro in zona ATEX (Hot Work Permit)

Il Permesso di Lavoro (PDL / PTW — Permit To Work) è lo strumento gestionale fondamentale per autorizzare lavori pericolosi in zone ATEX, in particolare lavori a caldo (saldatura, taglio, sabbiatura) e lavori su impianti in pressione.

10b · Permesso di lavoro in zona ATEX (Hot Work Permit) (segue)

10bc · Permesso di lavoro in zona ATEX (Hot Work Permit) (segue)

Elementi obbligatori del Hot Work Permit:
  • Identificazione del lavoro: luogo esatto (zona Ex classificata), tipo di lavoro, durata
  • Firma del responsabile impianto e del responsabile sicurezza
  • Verifica pre-lavoro: misura atmosfera (max 10% LEL per iniziare), ventilazione garantita, allontanamento materiali combustibili nel raggio di 10m

10bcc · Permesso di lavoro in zona ATEX (Hot Work Permit) (segue)

Elementi obbligatori del Hot Work Permit:
  • DPI per i lavoratori: indumenti antistatici, calzature Ex, utensili antideflagranti
  • Presidio antincendio: estintori pronti, lancia antincendio in standby
  • Ronda post-lavoro: ispezione 30, 60 e 120 min dopo la fine per individuare focolai

10c · Permesso di lavoro in zona ATEX (Hot Work Permit) (segue)

Elementi obbligatori del Hot Work Permit:
  • Revoca immediata: se vengono rilevati gas oltre il 10% LEL il lavoro va sospeso
Checklist pre-lavoro ATEX
① Zona classificata e bonificata confermata ② Misura gas: <10% LEL → ok ③ Fonti di accensione non-Ex rimosse ④ Messa a terra eseguita ⑤ Squadra antincendio in posizione ⑥ Comunicazione a sala controllo ⑦ Firme autorizzative complete ⑧ Orario di scadenza PDL definito

11 · Titolo XI D.Lgs. 81/08: obblighi e sanzioni

Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 (artt. 287–297) recepisce la Direttiva 1999/92/CE e disciplina tutti gli obblighi del datore di lavoro in materia di protezione da atmosfere esplosive.

11b · Titolo XI D.Lgs. 81/08: obblighi e sanzioni (segue)

ArticoloContenuto
Art. 287Definizioni: atmosfera esplosiva, zona pericolosa, sorgente di accensione
Art. 288Campo di applicazione: tutti i luoghi di lavoro con rischio ATEX
Art. 289Prevenzione e protezione: gerarchia delle misure (eliminazione → prevenzione → protezione)
Art. 290Misure specifiche contro l'accensione: sorgenti di accensione, cariche statiche
Art. 291Classificazione zone pericolose: obbligo di classificazione documentata
Art. 292Coordinamento: più datori di lavoro nello stesso luogo (gestione DPE condiviso)

11c · Titolo XI D.Lgs. 81/08: obblighi e sanzioni (segue)

ArticoloContenuto
Art. 293Istruzioni scritte e permessi di lavoro: procedure operative per zone Ex
Art. 294Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE): contenuto e aggiornamento
All. XLIXCriteri per la classificazione dei luoghi con atmosfere esplosive
All. LPrescrizioni minime di sicurezza per luoghi con zone pericolose

11d · Titolo XI D.Lgs. 81/08: obblighi e sanzioni (segue)

Sanzioni (art. 55 e 68 D.Lgs. 81/08): La mancata redazione o l'omissione di aggiornamento del DPE comporta arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro. L'uso di apparecchiature non certificate ATEX in zona classificata è reato penale.

12 · Riepilogo e verifica apprendimento

I 6 punti chiave della Sessione 2 — SP4 ATEX: Due direttive ATEX: 2014/34/UE (prodotti) e 1999/92/CE (lavoratori) — Titolo XI D.Lgs. 81/08 Zone gas: 0 (continua), 1 (periodica), 2 (rara) — Zone polveri: 20, 21, 22 LEL e UEL definiscono il campo di esplosività — monitoraggio continuo a 10-20% LEL DPE obbligatorio: classificazione zone, misure,

12b · Riepilogo e verifica apprendimento (segue)

elenco apparecchiature, procedure Apparecchiature categoria I/II/III con marcatura Ex e EPL: Ga/Gb/Gc per gas, Da/Db/Dc per polveri Sorgenti di accensione: fiamme, scintille elettriche/meccaniche, elettricità statica, superfici calde

12c · Riepilogo e verifica apprendimento (segue)

Domanda di verifica In uno stabilimento chimico, all'interno di un compressore per idrogeno gassoso (LEL 4%, UEL 75%) si deve intervenire per manutenzione. Classificare la zona interna e l'area esterna (10m raggio). Quali apparecchiature sono ammesse? Quale permesso di lavoro è necessario? Risposta: Interno compressore: Zona 0 (atmosfera continua) → apparecchiature solo Cat. 1G,

12d · Riepilogo e verifica apprendimento (segue)

EPL Ga. Area esterna 10m: Zona 1 → Cat. 2G o superiore. Per la manutenzione: Hot Work Permit se lavori a caldo, verifica gas <10% LEL, bonding e messa a terra obbligatoria, utensili antideflagranti IIC (idrogeno), comunicazione alla sala controllo, squadra antincendio in standby.
Sessione 2 · ATEX Atmosfere Esplosive · SP4