Specializzazione B4 — Settore Chimico · Sessione 4 di 4
Auto va avanti da sola. Stop ferma voce e avanzamento quando devi spiegare tu.
1 · Obiettivi della sessione
L'ultima sessione del corso SP4 affronta la normativa Seveso III e la gestione delle grandi emergenze chimiche. Si studiano il D.Lgs. 105/2015, le soglie di inventario, il Rapporto di Sicurezza, i piani di emergenza interno ed esterno, gli effetti domino e i casi storici più significativi.
Al termine saprai:
Applicare la Direttiva Seveso III (2012/18/UE) recepita con D.Lgs. 105/2015
Determinare se uno stabilimento rientra in soglia inferiore o superiore (All. I D.Lgs. 105/2015)
Descrivere il contenuto del Rapporto di Sicurezza (RDS) e la sua periodicità quinquennale
Distinguere il Piano di Emergenza Interno (PEI) dal Piano
1c · Obiettivi della sessione (segue)
di Emergenza Esterno (PEE)
Analizzare gli effetti domino tra stabilimenti contigui
Impostare un Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) per stabilimenti Seveso
Trarre le lezioni apprese dai grandi incidenti chimici storici
In Italia (dati MATTM 2024): sono presenti circa 960 stabilimenti Seveso (di cui ~540 a soglia superiore). Le regioni con maggiore concentrazione sono Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Campania.
Sessione 4 · SP4 Specializzazione B4 · 4 ore
2 · Direttiva Seveso III (2012/18/UE) e D.Lgs. 105/2015
La Direttiva Seveso III (2012/18/UE — che ha sostituito Seveso II, Dir. 96/82/CE) è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 105/2015 (in vigore dal 29 luglio 2015), adeguando la normativa nazionale al nuovo sistema di classificazione CLP/GHS.
2b · Direttiva Seveso III (2012/18/UE) e D.Lgs. 105/2015 (segue)
Novità principali di Seveso III rispetto a Seveso II:
Allineamento alla classificazione CLP (GHS) per l'identificazione delle sostanze pericolose
Ampliamento del diritto di accesso alle informazioni per i cittadini (consultazione pubblica PEE)
Obbligo di ispezione programmata degli stabilimenti Seveso con cadenza definita
Nuovi obblighi per gli stabilimenti di soglia inferiore (Notification + politica prevenzione incidenti rilevanti)
Aggiornamento All. I con nuove categorie di pericolo CLP e soglie rivedute
2c · Direttiva Seveso III (2012/18/UE) e D.Lgs. 105/2015
D.Lgs. 105/2015, art. 1, co. 1
"Il presente decreto stabilisce le disposizioni per la prevenzione di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e per la limitazione delle loro conseguenze per la salute umana e per l'ambiente [...]."
Aspetto
D.Lgs. 105/2015
Campo di applicazione
Stabilimenti dove sostanze pericolose (All. I) sono/possono essere presenti in quantità pari o superiori alle soglie
Autorità competente nazionale
MATTM (Ministero Ambiente) — ora MASE — con CTR (Comitato Tecnico Regionale)
Ispezioni
Periodiche: ogni 1 anno per soglia superiore, 3 anni per soglia inferiore (salvo piano programmatico)
3 · Soglie Seveso: stabilimenti a soglia inferiore e superiore
Il D.Lgs. 105/2015 si applica agli stabilimenti dove le sostanze pericolose (elencate nell'Allegato I) sono presenti in quantità uguali o superiori alle soglie. L'Allegato I è suddiviso in due parti: Parte 1 (categorie di pericolo) e Parte 2 (sostanze o miscele specifiche nominativamente).
3b · Soglie Seveso: stabilimenti a soglia inferiore e superiore (segue)
Tipo stabilimento
Soglia (All. I)
Obblighi principali
Soglia inferiore (ex "art. 6")
Quantità ≥ colonna 2 All. I — soglia bassa
Notifica, Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti (PPIR), SGS semplificato, informazione popolazione, cooperazione con autorità
Soglia superiore (ex "art. 8")
Quantità ≥ colonna 3 All. I — soglia alta
Tutti gli obblighi soglia inferiore + Rapporto di Sicurezza (RDS), Piano di Emergenza Interno (PEI), contributo al PEE, ispezione MASE/VVF
❓ DOMANDA AI PARTECIPANTI
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3c · Soglie Seveso: stabilimenti a soglia inferiore e superiore
Esempi di soglie — Allegato I Parte 2 (sostanze specifiche)
Sostanza
Soglia inferiore
Soglia superiore
Ammoniaca (tossica)
50 t
200 t
Cloro (tossico)
10 t
25 t
Propano/butano/GPL
50 t
200 t
Acido cloridrico (soluzione >25%)
250 t
1.000 t
Esplosivi (nitroglicerina)
10 t
50 t
Regola della sommatoria (art. 3): Se nello stesso stabilimento sono presenti più sostanze pericolose in quantità inferiori alla soglia individuale, si applica la regola additiva: ∑(qi/Qi) ≥ 1 → soglia raggiunta. Questo evita di "spezzettare" artificialmente gli inventari per eludere gli obblighi.
4 · Rapporto di Sicurezza (RDS)
Il Rapporto di Sicurezza (RDS) è il documento tecnico fondamentale per gli stabilimenti di soglia superiore. Dimostra che il gestore ha identificato tutti gli scenari incidentali, li ha analizzati e ha adottato misure adeguate.
D.Lgs. 105/2015, art. 15, co. 1
"Il gestore degli stabilimenti di soglia superiore trasmette all'autorità competente il Rapporto di Sicurezza prima della messa in esercizio dello stabilimento [...]. Il Rapporto di Sicurezza è riesaminato [...] almeno ogni cinque anni."
Ambiente circostante: zone urbanizzate, aree protette, altre attività industriali (effetti domino)
4bcc · Rapporto di Sicurezza (RDS) (segue)
Contenuto del RDS (Allegato III D.Lgs. 105/2015):
Identificazione degli scenari incidentali: analisi HAZOP, What-If, FTA — elenco incidenti top event
Analisi dei rischi: frequenze, conseguenze (distanze di danno), matrici rischio (F × C)
Misure di prevenzione e protezione: sistemi strumentati di sicurezza (SIL), interblocchi, sistemi di contenimento
4c · Rapporto di Sicurezza (RDS) (segue)
Contenuto del RDS (Allegato III D.Lgs. 105/2015):
Sistemi di emergenza: piano di emergenza interno, sistemi di allerta, risorse antincendio
Sistema di Gestione della Sicurezza: politica, organizzazione, procedure
Aggiornamento obbligatorio: Il RDS deve essere rivisto e aggiornato almeno ogni 5 anni, o prima in caso di: modifiche impiantistiche significative (MOC), incidente rilevante, nuove conoscenze tecniche sui rischi, nuove informazioni sui pericoli delle sostanze.
5 · Piano di Emergenza Interno (PEI) e Esterno (PEE)
I piani di emergenza sono lo strumento operativo per la gestione degli incidenti rilevanti. Il PEI è redatto dal gestore dello stabilimento; il PEE è predisposto dalla Prefettura con il supporto del gestore.
5b · Piano di Emergenza Interno (PEI) e Esterno (PEE) (segue)
Aspetto
PEI — Piano di Emergenza Interno
PEE — Piano di Emergenza Esterno
Chi redige
Gestore dello stabilimento
Prefettura (con il supporto del gestore e di ARPA, VVF, ASL, Comuni)
Ogni 3 anni (e dopo ogni incidente o esercitazione)
Esercitazione
Esercitazione interna almeno ogni 3 anni
Esercitazione con protezione civile, VVF, comuni almeno ogni 3 anni
❓ DOMANDA AI PARTECIPANTI
Caricamento domanda...
💬 Momento di confronto
🤚 Quanto tempo dedicate alla sicurezza rispetto al lavoro operativo?
Il formatore raccoglie le risposte visivamente — premi Avanti per continuare.
5c · Piano di Emergenza Interno (PEI) e Esterno (PEE)
Aspetto
PEI — Piano di Emergenza Interno
PEE — Piano di Emergenza Esterno
Obiettivi
Contenere e controllare l'incidente, limitare danni ai lavoratori e all'ambiente
Limitare le conseguenze per la popolazione e l'ambiente esterno
Contenuto minimo del PEI (All. IV D.Lgs. 105/2015):
Nominativi delle persone autorizzate a mettere in atto le procedure di emergenza
Descrizione delle azioni da intraprendere per controllare e contenere incidenti
Procedure di allerta e comunicazione alle autorità esterne (Prefettura, VVF, ASL, ARPA)
Misure per assistere l'autorità esterna: risorse antincendio, squadre di soccorso interne, informazioni disponibili
6 · Effetti domino tra stabilimenti contigui
Il fenomeno domino si verifica quando un incidente in uno stabilimento (esplosione, incendio, rilascio tossico) innesca effetti fisici (radiazione termica, onda di pressione, dispersione di frammenti) che causano a loro volta incidenti in stabilimenti adiacenti.
D.Lgs. 105/2015, art. 19 — Effetti domino
"L'autorità competente [...] individua gli stabilimenti [...] per i quali la probabilità o la possibilità o le conseguenze di un incidente rilevante possono essere maggiori a causa della localizzazione e della vicinanza di tali stabilimenti e delle loro sostanze pericolose."
6c · Effetti domino tra stabilimenti contigui (segue)
Analisi degli effetti domino — fasi:
Identificazione stabilimenti potenzialmente coinvolti: mappatura degli stabilimenti Seveso nel raggio di 1-5 km
Calcolo delle distanze di danno: radiazione termica (incendio piscina, jet fire, BLEVE), onda di pressione (esplosione VCE), dispersione tossica (dispersione gas)
Verifica vulnerabilità: quali
6d · Effetti domino tra stabilimenti contigui (segue)
impianti dello stabilimento adiacente potrebbero essere colpiti dalla perturbazione iniziale
Misure di mitigazione: distanze di sicurezza, barriere fisiche, sistemi di raffreddamento automatici (deluge), coordinamento tra gestori
6e · Effetti domino tra stabilimenti contigui (segue)
BLEVE — Boiling Liquid Expanding Vapour Explosion
Il BLEVE è una delle cause principali di effetti domino: si verifica quando un serbatoio contenente liquido in pressione sopra il punto di ebollizione (es. GPL, ammoniaca) cede strutturalmente per effetto del calore di un incendio esterno. La repentina vaporizzazione del liquido genera una potente onda di pressione e una palla di fuoco (fireball) con raggio di danno fino a centinaia di metri.
7 · Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) Seveso
Il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) è l'insieme strutturato di politiche, organizzazione, procedure e risorse che il gestore di uno stabilimento Seveso deve adottare per prevenire gli incidenti rilevanti e limitarne le conseguenze.
7b · Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) Seveso (segue)
Elementi del SGS (Allegato III D.Lgs. 105/2015):
Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti (PPIR): documento firmato dal gestore, impegno scritto
Organizzazione e personale: ruoli e responsabilità per la sicurezza dei grandi rischi, formazione specifica
Identificazione e valutazione dei pericoli: metodologie sistematiche (HAZOP, FMEA, What-If) applicate al ciclo di vita dell'impianto
Controllo operativo: procedure operative scritte (SOPs), istruzioni di sicurezza, sistemi di misura e controllo
❓ DOMANDA AI PARTECIPANTI
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7c · Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) Seveso (segue)
Elementi del SGS (Allegato III D.Lgs. 105/2015):
Gestione delle modifiche (MOC): procedura formale per approvare qualsiasi modifica impiantistica prima dell'implementazione
Pianificazione delle emergenze: PEI elaborato, esercitazioni periodiche, coordinamento con PEE
Monitoraggio delle prestazioni: indicatori di sicurezza (KPI/KRI), audit interni, analisi incidenti e near miss
Audit e revisione: audit periodici del SGS, revisione della PPIR almeno ogni 5 anni
7d · Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) Seveso (segue)
Differenza SGS Seveso vs ISO 45001: Il SGS Seveso è specificamente focalizzato sui grandi rischi di processo (incidenti rilevanti) e non si sostituisce al sistema di gestione SSL generale (ISO 45001 o ex OHSAS 18001). Le aziende Seveso hanno tipicamente entrambi i sistemi integrati.
8 · Ispezioni MASE e VVF negli stabilimenti Seveso
Gli stabilimenti Seveso sono soggetti a ispezioni periodiche obbligatorie da parte delle autorità competenti (MASE, VVF, ARPA, CTR) per verificare la conformità normativa e l'efficacia dei sistemi di sicurezza.
8b · Ispezioni MASE e VVF negli stabilimenti Seveso (segue)
Tipo ispezione
Frequenza
Autorità ispettiva
Oggetto
Ispezione ordinaria soglia superiore
Almeno 1 volta/anno
CTR (Comitato Tecnico Regionale) — MASE + VVF + ARPA
Verifica RDS, SGS, PEI, sistemi di sicurezza, registri
8c · Ispezioni MASE e VVF negli stabilimenti Seveso
Tipo ispezione
Frequenza
Autorità ispettiva
Oggetto
Verifica VVF
Integrata nell'ispezione CTR
VVF locali
Verifica PEI, risorse antincendio, dotazioni squadre di emergenza, esercitazioni
Documentazione richiesta durante l'ispezione:
Notifica aggiornata (solo soglia inferiore)
Rapporto di Sicurezza vigente e varianti approvate (soglia superiore)
PPIR firmata e datata
SGS: procedure operative, registro MOC, audit SGS interni
PEI aggiornato e registri delle esercitazioni effettuate
Registro degli incidenti interni, near miss, quasi-incidenti
Registro manutenzioni delle barriere di sicurezza (safety critical equipment)
9 · Casi studio: Seveso 1976, Bhopal 1984, Texas City 2005
I grandi incidenti chimici della storia hanno portato a significative evoluzioni normative. Ogni caso ha insegnato lezioni fondamentali per la sicurezza del processo.
Seveso (Meda, Italia) — 10 luglio 1976:
Incidente: reazione fuori controllo nel reattore di produzione TCP (triclorofenolo) → rilascio di TCDD (diossina) su area di 1.800 ettari
Vittime: nessun morto immediato, ma grave contaminazione ambientale, oltre 200 casi di cloracne, evacuazione 37.000 persone
Lezione appresa: necessità di normativa specifica per grandi rischi chimici → nascita della Direttiva Seveso (82/501/CEE, 1982)
9c · Casi studio: Seveso 1976, Bhopal 1984, Texas City 2005 (segue)
Bhopal (India) — 3 dicembre 1984:
Incidente: ingresso di acqua in serbatoio MIC (metilisocianato, gas tossico) dell'impianto Union Carbide → reazione violenta → rilascio di 40 t di MIC gassoso sulla città
Vittime: 3.800 morti immediati (stime reali: 15.000-25.000), 500.000 persone esposte, danni permanenti alla salute
Lezione appresa: sicurezza di processo nei paesi in via di sviluppo, culture della sicurezza, sistemi ridondanti di interblocco, piano di emergenza esterno efficace
❓ DOMANDA AI PARTECIPANTI
Caricamento domanda...
💬 Momento di confronto
🤚 Avete mai partecipato a un'emergenza o evacuazione reale?
Il formatore raccoglie le risposte visivamente — premi Avanti per continuare.
9d · Casi studio: Seveso 1976, Bhopal 1984, Texas City 2005 (segue)
Texas City (USA) — 23 marzo 2005:
Incidente: overflow da torre di frazionamento della raffineria BP durante lo start-up → nube di idrocarburi → accensione da sorgente esterna → esplosione VCE
Vittime: 15 morti, 180 feriti, danno strutturale all'impianto da 1,5 miliardi di dollari
Lezione appresa: importanza della cultura della sicurezza (Baker Panel Report), distinzione tra sicurezza occupazionale e sicurezza di processo, MOC rigoroso, gestione dei lavori temporanei (office trailer in zona a rischio)
10 · Riepilogo del corso SP4 e verifica finale
I punti chiave dell'intero corso SP4 — Settore Chimico:
Sess. 2: ATEX — Dir. 2014/34/UE (prodotti) e 1999/92/CE (luoghi), Zone 0-1-2 e 20-21-22, LEL/UEL, DPE obbligatorio, marcatura Ex (categoria, modo, sottogruppo, classe T), sorgenti di accensione
10b · Riepilogo del corso SP4 e verifica finale (segue)
I punti chiave dell'intero corso SP4 — Settore Chimico:
Sess. 3: Cancerogeni/mutageni (Titolo IX Capo II), Dir. 2022/431 (nuovi VLE piombo/amianto/benzene/formaldeide), registro esposti 40 anni, processi pericolosi (distillazione, reazioni esotermiche), emergenze chimiche, HAZCHEM/Kemler, RENTRI
10c · Riepilogo del corso SP4 e verifica finale (segue)
Norma
Contenuto
Dir. 2012/18/UE — Seveso III
Prevenzione incidenti rilevanti: stabilimenti con soglie di sostanze pericolose
D.Lgs. 105/2015
Recepimento Seveso III in Italia: notifica, PPIR, RDS, PEI, SGS, ispezioni
All. I D.Lgs. 105/2015
Categorie CLP e sostanze specifiche con soglie inferiori e superiori
Art. 20 D.Lgs. 105/2015
PEI — Piano di Emergenza Interno: contenuto, aggiornamento, esercitazioni
Art. 21 D.Lgs. 105/2015
PEE — Piano di Emergenza Esterno: Prefettura, comuni, protezione civile
10d · Riepilogo del corso SP4 e verifica finale (segue)
Domanda di verifica finale — scenario integrato
Uno stabilimento chimico produce ammoniaca anidra (inventario: 180 t). Determinare: 1) soglia Seveso applicabile; 2) obblighi documentali; 3) quale piano di emergenza è obbligatorio; 4) se è soggetto a ispezione annuale.
Risposta: 1) Ammoniaca: soglia inferiore=50t, soglia superiore=200t. Con 180t → soglia INFERIORE. 2) Obblighi: Notifica al MASE, PPIR, SGS semplificato, informazione al
10e · Riepilogo del corso SP4 e verifica finale (segue)
pubblico, cooperazione con autorità. 3) PEI non obbligatorio per soglia inferiore; il PEE spetta alla Prefettura per aree a rischio significativo. 4) Ispezione periodica ogni 3 anni (non annuale — quella annuale è per soglia superiore). Se la quantità salisse a 200t → soglia SUPERIORE → RDS obbligatorio + PEI + ispezione annuale.
Fine Sessione 4 e del Corso SP4 · Specializzazione B4 — Settore Chimico · Camardo Formazione
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Sessione 4 · Seveso III ed Emergenze Chimiche · SP4