Un'officina meccanica di precisione con circa centoventi addetti, tornitura a controllo numerico e un piccolo reparto di verniciatura, deve aggiornare il piano formativo dopo l'entrata in vigore dell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, operativo dal 24 maggio dello stesso anno. L'ufficio personale ha continuato a usare il vecchio scadenziario e nessuno ha verificato quali percorsi siano cambiati per datore di lavoro, dirigenti e preposti.
L'analisi parte dall'articolo 37 del D.Lgs. 81/08, che impone formazione sufficiente e adeguata e rinvia agli accordi in Conferenza per durata, contenuti e modalità. Il nuovo testo unifica le regole prima sparse in più accordi, introduce il percorso obbligatorio per il datore di lavoro previsto dalla Legge 215 del 2021 e rafforza la verifica dell'efficacia formativa. Restare sul vecchio calendario espone l'azienda a corsi non conformi e a lacune difficili da dimostrare in caso di ispezione.
L'RSPP confronta l'organigramma della sicurezza con i nuovi percorsi, segnala i soggetti scoperti e propone un piano triennale con priorità per i preposti di turno. Il datore di lavoro approva il budget e firma il programma, mentre i capireparto indicano le finestre produttive in cui liberare il personale. L'ASPP costruisce un registro unico con attestati, scadenze e verifiche di apprendimento, da presentare anche nella riunione periodica.
Per il confronto in aula: quali criteri usereste per decidere l'ordine di priorità tra i diversi soggetti da formare, quando il budget non consente di fare tutto nello stesso anno?