Modulo A – Schede tematiche · 3/20

Lavoratrice in gravidanza in un laboratorio di analisi

Un laboratorio privato di analisi cliniche con diciotto dipendenti riceve la comunicazione di gravidanza di una tecnica addetta all'accettazione dei campioni e alla preparazione dei reagenti. Il documento di valutazione dei rischi non contiene una sezione dedicata alle lavoratrici in gravidanza, e la responsabile del laboratorio non sa quali mansioni possano continuare.

L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 richiama espressamente i rischi per le lavoratrici in stato di gravidanza secondo il D.Lgs. 151 del 2001. Quest'ultimo, all'articolo 11, chiede di valutare i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, in particolare quelli da agenti fisici, chimici o biologici, processi o condizioni di lavoro, e di individuare le misure di prevenzione. L'articolo 7 elenca i lavori vietati; se non è possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, il datore di lavoro ne informa l'Ispettorato del lavoro, che può disporre l'interdizione anticipata.

L'RSPP, con il medico competente, analizza le singole attività: manipolazione di campioni potenzialmente infetti, uso di solventi e fissativi, stazione eretta prolungata. Si concorda lo spostamento temporaneo della tecnica alla refertazione e alla gestione documentale, senza contatto con materiale biologico. Il datore di lavoro integra il documento con una sezione dedicata e informa tutto il personale femminile dei rischi e dell'importanza di comunicare tempestivamente lo stato di gravidanza.

Come si concilia la tutela della lavoratrice con la riservatezza sul suo stato di salute, soprattutto nelle prime settimane?