Un'impresa di pulizie con centoquaranta dipendenti opera in uffici, scuole e capannoni industriali. In un appalto presso un'azienda alimentare un operatore usa detergenti alcalini concentrati senza guanti né occhiali, sostenendo che gli danno fastidio e che lavora così da vent'anni. Il referente del committente lo segnala e chiede all'impresa di provvedere.
L'art. 20 del D.Lgs. 81/08 impone a ogni lavoratore di prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti, di osservare le disposizioni e le istruzioni impartite, di utilizzare correttamente attrezzature, sostanze e dispositivi di protezione, di segnalare le deficienze dei mezzi e di partecipare ai programmi di formazione. L'inosservanza è sanzionata dall'art. 59. Il rifiuto dei DPI però può nascondere un problema reale: taglie sbagliate, modelli scomodi, occhiali che si appannano. Il datore di lavoro resta tenuto a fornire dispositivi adeguati e a pretenderne l'uso.
L'ASPP incontra l'operatore e raccoglie le sue obiezioni, poi propone di provare due modelli di guanti in nitrile più sottili e occhiali con trattamento antiappannamento. Il datore di lavoro fornisce i nuovi dispositivi e, se il rifiuto continua, valuta un richiamo disciplinare; la responsabile di zona, come preposta, controlla l'uso durante i giri e riferisce al servizio di prevenzione.
Proviamo a capirlo insieme: come si distingue un lavoratore negligente da uno che sta segnalando, in modo goffo, un dispositivo inadatto?