Modulo A – Schede pratiche · 35/80

Software house in lavoro ibrido: videoterminali a casa e in ufficio

Una software house con settanta sviluppatori lavora in modalità ibrida, con tre giorni a casa e due in sede. In ufficio le postazioni sono ergonomiche, ma a casa molti lavorano sul portatile appoggiato al tavolo da cucina, senza tastiera e monitor esterni. Il responsabile del personale chiede se la sorveglianza sanitaria e le pause siano dovute anche quando il lavoro è svolto da remoto.

Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 si applica al lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni. L'art. 175 prevede interruzioni del lavoro, che in assenza di contrattazione consistono in una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa. L'art. 176 dispone la sorveglianza sanitaria con particolare riferimento a vista e apparato muscolo-scheletrico, con periodicità biennale per chi ha prescrizioni o ha compiuto cinquanta anni e quinquennale negli altri casi. Per il lavoro agile la legge 81 del 2017 richiede un'informativa scritta sui rischi.

Il RSPP prepara un'informativa per la postazione domestica e una breve guida all'allestimento. Il datore di lavoro fornisce monitor, tastiera e supporto per il portatile; il medico competente programma le visite. I team leader, come preposti, ricordano le pause e raccolgono le segnalazioni di disturbi.

Prendiamo posizione: fino a che punto l'azienda può e deve controllare la postazione allestita nella casa del lavoratore?