Modulo A – Schede pratiche · 75/80

Indicatori di salute e sicurezza nella rendicontazione aziendale

Un gruppo metalmeccanico con tre stabilimenti e milleduecento dipendenti deve preparare la rendicontazione di sostenibilità. L'ufficio amministrativo chiede all'RSPP di fornire in pochi giorni il numero di infortuni, le ore lavorate e le malattie professionali degli ultimi anni. I dati sono sparsi in fogli di calcolo diversi e ogni stabilimento conta gli infortuni con criteri propri.

Il D.Lgs. 125/2024 ha recepito la direttiva europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità, superando la precedente disciplina della dichiarazione non finanziaria. Gli standard europei di rendicontazione dedicano un capitolo alla forza lavoro propria, con indicatori specifici su salute e sicurezza, come numero di infortuni registrabili, tassi e decessi, estesi in parte anche ai lavoratori non dipendenti. Il perimetro delle imprese obbligate è stato oggetto di revisioni a livello europeo, quindi va verificato caso per caso. Indipendentemente dall'obbligo, dati incoerenti tra stabilimenti rendono impossibile qualsiasi confronto credibile.

L'RSPP propone definizioni uniche di infortunio, giorni persi e ore lavorate, un unico sistema di raccolta e controlli di coerenza mensili. Coinvolge i responsabili di stabilimento nella validazione dei dati e prepara una nota metodologica. Il datore di lavoro, con l'alta direzione, si assume la responsabilità dei numeri pubblicati, che possono essere oggetto di attestazione esterna. I responsabili di reparto comunicano tempestivamente ogni evento.

Per discutere: quali rischi corre un'azienda che pubblica indicatori di sicurezza molto positivi ma costruiti con criteri poco chiari?