Uno stabilimento farmaceutico con cinquecento dipendenti vuole rivedere il processo di qualifica delle imprese esterne, che finora si limitava a raccogliere visura camerale e documento di regolarità contributiva. Negli ultimi mesi alcune ditte di impiantistica si sono presentate con personale non formato per i lavori in quota e con attrezzature senza verifiche periodiche.
L'articolo 26 del D.Lgs. 81/08 chiede al committente di verificare l'idoneità tecnico professionale delle imprese, almeno attraverso l'iscrizione alla camera di commercio e l'autocertificazione del possesso dei requisiti, mentre per i cantieri l'allegato XVII elenca la documentazione specifica. Dal primo ottobre 2024, nei cantieri temporanei o mobili, l'articolo 27 richiede alle imprese e ai lavoratori autonomi la patente a crediti, salvo i casi di esclusione previsti. Una due diligence efficace guarda però oltre i documenti: valuta l'organizzazione, gli indici infortunistici, la formazione effettiva, i mezzi.
L'RSPP collabora con l'ufficio acquisti per definire un questionario di qualifica proporzionato al rischio dell'attività, con verifica a campione degli attestati e delle attrezzature. Introduce una valutazione delle prestazioni a fine lavoro, che alimenta un elenco di fornitori qualificati. Il datore di lavoro approva la procedura e la rende vincolante per tutti i reparti. I referenti tecnici che seguono i lavori segnalano le non conformità osservate in campo.
Domanda aperta: come si evita che la qualifica dei fornitori diventi solo una raccolta di carte che nessuno legge?