Un esempio storico chiarisce il valore delle norme tecniche nel diritto italiano. La legge 186 del 1968 stabilisce che materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte, e che quelli realizzati secondo le norme del CEI si considerano costruiti a regola d'arte. Il principio è stato poi ripreso dalla disciplina sugli impianti negli edifici e dal Testo Unico per gli impianti elettrici.
In azienda la gestione delle norme richiede metodo. Il RSPP dovrebbe mantenere un elenco delle norme effettivamente rilevanti per l'attività, ad esempio quelle su sicurezza delle macchine, scaffalature, illuminazione, carrelli, impianti elettrici, con l'edizione vigente e la data dell'ultima verifica. Le norme sono documenti protetti da diritto d'autore e vanno acquistate o consultate tramite abbonamento: scaricare copie non autorizzate è una pratica diffusa ma scorretta.
Due errori frequenti meritano attenzione. Il primo è citare una norma ritirata o sostituita, magari copiata da un vecchio documento di valutazione: il riferimento diventa un boomerang in caso di contestazione. Il secondo è considerare la norma tecnica come un obiettivo massimo anziché come un livello minimo di buona pratica, ignorando situazioni particolari che la norma non prevede, come un uso della macchina diverso da quello standard o la presenza di lavoratori con esigenze specifiche.