L'articolo 7 prevede che presso ogni Regione e Provincia autonoma operi un Comitato regionale di coordinamento, secondo quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007. Il Comitato è la sede in cui le politiche nazionali vengono tradotte in programmazione territoriale e in cui si coordina l'attività dei diversi enti che si occupano di prevenzione e vigilanza nella regione.
Ne fanno parte, oltre ai rappresentanti della Regione, i servizi di prevenzione delle aziende sanitarie, l'Ispettorato del lavoro, l'INAIL, i Vigili del fuoco, le direzioni regionali di altri enti pubblici interessati e rappresentanti delle parti sociali. Al loro interno operano spesso uffici operativi e gruppi di lavoro tematici, per esempio su edilizia, agricoltura, appalti, ambienti confinati.
Il lavoro dei comitati regionali produce effetti concreti per le aziende del territorio: piani regionali di prevenzione con obiettivi per comparto, campagne di vigilanza coordinate tra servizio sanitario e ispettorato per evitare sovrapposizioni, linee di indirizzo e documenti tecnici, iniziative di informazione e assistenza. In Toscana, per esempio, le linee di indirizzo regionali su temi come cantieri o cave sono un riferimento abituale per chi lavora nel settore. Il RSPP attento consulta periodicamente i siti regionali di prevenzione, perché vi trova sia le priorità di controllo sia materiale tecnico spesso più operativo dei testi nazionali.