Il RSPP non è il titolare della valutazione, ma ne è di fatto il regista tecnico. Il suo primo compito è proporre al datore di lavoro un piano di lavoro: perimetro dell'unità produttiva, metodo da adottare, tempi, risorse, eventuali consulenze specialistiche per misurazioni di rumore, vibrazioni, agenti chimici o campi elettromagnetici. Questo piano va condiviso perché da esso dipendono budget e disponibilità delle persone da intervistare.
L'ASPP opera su indicazione del RSPP con un taglio operativo: raccoglie documenti, compila check list di reparto, scatta fotografie, aggiorna l'elenco delle attrezzature e delle sostanze, intervista preposti e operatori. Nelle aziende con più stabilimenti, gli ASPP di sito sono gli occhi del servizio sul territorio e segnalano variazioni che richiedono un aggiornamento. Durante i giri di reparto raccolgono anche le osservazioni dei lavoratori, spesso la fonte più rapida di informazioni su guasti e difficoltà.
In concreto il servizio redige le bozze, organizza i sopralluoghi con medico competente e RLS, propone la stima dei rischi e le misure, prepara il programma di miglioramento con responsabili e scadenze, presenta il documento al datore di lavoro. La giurisprudenza riconosce al RSPP un ruolo consultivo, ma lo considera responsabile se un errore tecnico nella valutazione, ad esempio un rischio non individuato o sottostimato, ha contribuito a un infortunio: la diligenza tecnica nel suo lavoro è quindi anche una tutela personale. Per questo è utile che ogni bozza riporti le fonti e le ipotesi su cui si basano le stime.