Il rischio è la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione a un determinato fattore. Stimarlo significa attribuire a ciascuna combinazione di pericolo ed esposizione un livello che permetta di confrontarla con le altre e di stabilire priorità. Esistono tre famiglie di approccio, spesso usate insieme nello stesso DVR, anche per rischi diversi della stessa mansione.
L'approccio qualitativo si basa sul giudizio esperto e su scale descrittive, come basso, medio, alto; è rapido ma molto dipendente da chi valuta. Quello semi-quantitativo assegna punteggi numerici a fattori come probabilità e gravità, combinandoli in un indice: la matrice è l'esempio più diffuso. Quello quantitativo si basa su misurazioni o calcoli confrontati con valori limite normativi o di riferimento: livello di esposizione al rumore, accelerazione equivalente delle vibrazioni, concentrazione di un agente chimico rispetto al valore limite.
La scelta dipende dal tipo di rischio. Per il rumore e le vibrazioni il decreto impone valori numerici e quindi un approccio quantitativo; per gli scivolamenti in un reparto o per l'uso di un utensile manuale una stima semi-quantitativa è adeguata. Ciò che conta è dichiarare il metodo, applicarlo in modo coerente a tutte le situazioni simili e rendere ripercorribile il ragionamento che ha portato a ogni valore: un altro tecnico, leggendo il documento, dovrebbe poter arrivare a una conclusione analoga.