Il piano di emergenza, quando obbligatorio, deve contenere le informazioni chiave per gestire le situazioni di pericolo. Secondo l'impostazione del decreto GSA include le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio, le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro, le disposizioni per chiedere l'intervento dei Vigili del fuoco e fornire loro le informazioni al loro arrivo, le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali, l'identificazione degli addetti incaricati e le misure per mettere in sicurezza impianti e processi.
Al piano si allegano planimetrie aggiornate che indicano vie d'esodo, uscite, ubicazione dei presidi antincendio, pulsanti di allarme, interruttori generali dell'energia elettrica, valvole di intercettazione del gas e dei fluidi combustibili, locali con rischi specifici e punto di raccolta. Le planimetrie di piano, esposte in ogni zona, riportano il segnale «voi siete qui» orientato secondo la posizione reale dell'osservatore.
Un piano efficace non si limita all'incendio: in uno stabilimento chimico considera fuga di gas tossico, con la regola opposta di ripararsi al chiuso; in un'area costiera considera eventi meteorologici estremi; in un sito a sismicità elevata include il comportamento durante la scossa. L'errore tipico è un documento generico copiato da un altro sito, con nomi di addetti non più in forza e numeri interni inesistenti. Il piano deve poter essere letto in pochi minuti da chi arriva il primo giorno.