Modulo A · Blocco 6/7 (20–24 h) · Slide 14/50

Persone con esigenze speciali: l'assistenza va progettata prima

Il decreto GSA chiede espressamente che il piano di emergenza preveda misure per assistere le persone con esigenze speciali. Non si tratta solo di lavoratori con disabilità motoria permanente: rientrano anche persone con disabilità sensoriali o cognitive, lavoratrici in gravidanza avanzata, lavoratori temporaneamente infortunati con stampelle, visitatori anziani e chiunque possa non percepire l'allarme o non riuscire a muoversi autonomamente lungo le vie d'esodo.

La pianificazione parte dall'individuazione nominativa, nel rispetto della riservatezza, delle persone che stabilmente necessitano di assistenza, e prosegue con la scelta delle soluzioni. Per un impiegato in carrozzina al secondo piano di una palazzina uffici, ad esempio, si individuano due colleghi incaricati dell'accompagnamento, uno spazio calmo protetto vicino alla scala, una sedia di evacuazione e un sistema per comunicare la posizione alla squadra dei Vigili del fuoco. Per un lavoratore sordo si possono prevedere allarmi luminosi nei servizi igienici e un collega che lo avvisi direttamente.

Un errore ricorrente è affidare l'assistenza a un addetto antincendio che ha già altri compiti, come la verifica dei locali o l'intercettazione del gas: in emergenza nessuno può fare due cose contemporaneamente. Durante le esercitazioni conviene simulare almeno una volta l'evacuazione di una persona con mobilità ridotta, cronometrando i tempi e verificando l'effettiva fruibilità degli spazi calmi e dei percorsi.