Modulo A · Blocco 6/7 (20–24 h) · Slide 36/50

Prima, seconda e terza categoria: la gravità del rischio decide

Il Regolamento UE 2016/425 classifica i DPI in tre categorie secondo la gravità dei rischi da cui proteggono. La prima categoria comprende esclusivamente i rischi minimi elencati nell'allegato I: lesioni meccaniche superficiali, contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l'acqua, contatto con superfici calde non oltre 50 gradi, lesioni oculari dovute all'esposizione alla luce del sole, condizioni atmosferiche di natura non estrema. Un guanto da giardinaggio o un paio di occhiali da sole rientrano qui.

La terza categoria riguarda i rischi che possono causare conseguenze molto gravi, come morte o danni alla salute irreversibili. L'elenco comprende sostanze e miscele pericolose per la salute, atmosfere con carenza di ossigeno, agenti biologici nocivi, radiazioni ionizzanti, ambienti ad alta temperatura con effetti comparabili a una temperatura dell'aria di almeno 100 gradi, ambienti a bassa temperatura con effetti comparabili a meno 50 gradi, cadute dall'alto, scosse elettriche e lavoro sotto tensione, annegamento, tagli da seghe a catena portatili, getti ad alta pressione, ferite da proiettile o da coltello e rumore nocivo.

La seconda categoria è residuale e comprende tutti i DPI che non rientrano nelle altre due, come gli elmetti di protezione per l'industria, le calzature antinfortunistiche o gli occhiali contro le proiezioni di schegge. Rispetto alla vecchia direttiva, il regolamento ha spostato in terza categoria i dispositivi di protezione dell'udito contro il rumore nocivo.