Aggiornamento ASPP · Blocco 4/5 (12–16 h) · Slide 37/50

Porte tagliafuoco e maniglioni antipanico

Le porte resistenti al fuoco hanno il compito di mantenere la compartimentazione e proteggere le vie di esodo. Funzionano solo se chiuse o, quando sono tenute aperte, se dotate di dispositivi di trattenuta elettromagnetici collegati all'impianto di rivelazione, che le rilasciano in caso di allarme. La manutenzione è regolata dalla UNI 11473, che prevede controlli periodici semestrali da parte di tecnico qualificato e una sorveglianza interna più frequente.

L'errore più diffuso in tutti i settori è il cuneo di legno o l'estintore usato come fermaporta per facilitare il passaggio dei carrelli o la ventilazione: in quel momento la porta tagliafuoco non esiste. Nella sorveglianza si verifica che la porta si chiuda completamente da sola partendo da qualsiasi angolo di apertura, che il selettore di chiusura delle porte a due ante faccia chiudere le ante nell'ordine corretto, che le guarnizioni termoespandenti siano integre, che l'etichetta di identificazione non sia stata rimossa.

I maniglioni sulle uscite si distinguono in due tipi: i dispositivi antipanico secondo la UNI EN 1125, a barra orizzontale, destinati a luoghi frequentati da persone che possono non conoscere l'edificio, e i dispositivi per uscite di emergenza secondo la UNI EN 179, a maniglia o piastra, per ambienti dove il personale è addestrato. In entrambi i casi l'apertura deve avvenire con una sola manovra e senza chiavi. Lucchetti, catene e serrature aggiuntive applicati per motivi antifurto sono una delle non conformità più gravi che l'ASPP possa trovare.