Aggiornamento ASPP · Blocco 5/5 (16–20 h) · Slide 36/50

Comunicazione visiva: farsi capire in tre secondi

In reparto le persone non si fermano a leggere: passano, guardano, proseguono. Un messaggio visivo ha pochi secondi per essere colto, quindi deve funzionare anche se letto di sfuggita, da lontano, con i guanti in mano e il rumore intorno. I principi sono pochi ma vanno rispettati con rigore.

Un solo messaggio per supporto: un cartello che parla insieme di DPI, ordine e pulizia e divieto di fumo non trasmette nessuna delle tre cose. Gerarchia chiara: l'immagine o la parola chiave grande, il dettaglio piccolo sotto. Contrasto forte tra testo e sfondo, con caratteri semplici senza grazie e di dimensioni adeguate alla distanza di lettura; una regola pratica diffusa è aumentare l'altezza delle lettere di qualche millimetro per ogni metro di distanza prevista. Immagini reali dell'azienda al posto di disegni generici, perché le persone riconoscono la propria macchina e il proprio reparto.

Conta molto anche la posizione. Il messaggio va messo nel punto esatto in cui serve la decisione: la regola sulla velocità all'ingresso della corsia, non in mensa; l'istruzione per il cambio stampo sul fianco della pressa, non nell'ufficio del capoturno; il richiamo ai guanti antitaglio sopra il banco di sbavatura. All'altezza degli occhi, illuminato, non coperto da scaffali o carrelli in sosta. E soprattutto pochi messaggi: un muro tappezzato di avvisi diventa sfondo e nessuno lo guarda più. Un buon test è chiedere a un collega di passare davanti al cartello e dire cosa ha visto.