Aggiornamento ASPP · Blocco 5/5 (16–20 h) · Slide 39/50

Fotografie giusto e sbagliato e attenzione ai volti

Le immagini scattate in azienda sono tra i materiali più efficaci per la comunicazione di sicurezza: il lavoratore riconosce il luogo, la macchina, la situazione. Il formato a confronto, con una foto della condizione corretta e una della condizione errata affiancate, è immediatamente comprensibile anche senza parole: scaffalatura con bancali allineati e scaffalatura con bancale sporgente, passerella sgombra e passerella ingombra, prolunga integra e prolunga danneggiata.

Le fotografie della condizione scorretta vanno preferibilmente ricostruite, cioè scattate appositamente simulando l'errore, oppure scattate durante i sopralluoghi ma senza persone riconoscibili. Mostrare un collega identificabile mentre commette un errore ha l'effetto di una gogna pubblica, mina la fiducia e scoraggia le segnalazioni future. Inoltre, l'immagine di una persona identificabile è un dato personale: il suo uso nei materiali aziendali richiede attenzione alla normativa sulla protezione dei dati e alle regole interne, e l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori pone limiti all'uso di strumenti che consentono il controllo a distanza.

Per le foto con persone che eseguono correttamente un'operazione è opportuno raccogliere il consenso scritto e chiarire dove verranno usate. Gli scatti vanno fatti con buona luce, inquadrature strette sul dettaglio che interessa, senza elementi di disturbo sullo sfondo. Una raccolta organizzata di immagini, con data e luogo, diventa nel tempo un archivio prezioso per toolbox, istruzioni e bacheche.