Aggiornamento RSPP · Blocco 1/10 (0–4 h) · Slide 23/50

Caso logistica: carrelli elevatori, pedoni e potere di arresto

In un centro di distribuzione con trenta carrellisti per turno, l'analisi dei quasi incidenti mostra due problemi ricorrenti: carrellisti che guidano senza cintura di sicurezza sui frontali e pedoni che attraversano le corsie di scaffalatura fuori dai percorsi segnalati per raggiungere più in fretta le baie di carico. La nuova formulazione dell'art. 19 offre al team leader di turno strumenti precisi per entrambe le situazioni.

Nel primo caso si tratta di un comportamento non conforme del singolo: il preposto richiama il carrellista, spiegando che in caso di ribaltamento laterale la cintura è ciò che impedisce l'espulsione e lo schiacciamento sotto il montante, e se il comportamento si ripete lo fa scendere dal mezzo, segnalando il fatto al responsabile di magazzino. Nel secondo caso il problema è spesso organizzativo: se i pedoni tagliano tra gli scaffali, forse il percorso pedonale è troppo lungo o mal posizionato. Qui il preposto, oltre a correggere i singoli, segnala la condizione di pericolo ai sensi della lettera f-bis.

Il RSPP utilizza le segnalazioni come dati: se in un mese si registrano decine di interventi sullo stesso attraversamento, la soluzione è progettuale, per esempio un passaggio pedonale protetto da barriere o un sistema di rilevamento di prossimità sui carrelli. Così il potere di arresto del preposto non resta una misura repressiva, ma diventa una fonte di informazioni per migliorare il layout e la pianificazione delle attività di carico.