Il datore di lavoro che, nei casi previsti dall'Allegato II del D.Lgs. 81/08, svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione ha un percorso costruito a blocchi. La base è il corso da 16 ore previsto per tutti i datori di lavoro, a cui si sommano un modulo comune e moduli tecnici integrativi legati al settore, che sostituiscono la vecchia articolazione in 16, 32 e 48 ore per rischio basso, medio e alto dell'Accordo 2011. L'aggiornamento è fissato in 8 ore ogni cinque anni.
Le modalità ammesse sono differenziate: la parte comune a tutti i datori di lavoro può essere svolta anche in e-learning, mentre i moduli che entrano nel merito tecnico richiedono aula o videoconferenza sincrona. La logica è la stessa che vale per i moduli B e C degli RSPP: la parte applicativa ha bisogno di interazione, esercitazioni e confronto con il docente.
Il RSPP esterno che segue piccole aziende si trova spesso a consigliare il titolare su questa scelta. Svolgere direttamente i compiti non è una semplificazione: il datore di lavoro risponde in prima persona anche della qualità tecnica della valutazione dei rischi. Per un'officina con dieci addetti e lavorazioni con macchine utensili, saldatura e agenti chimici, il percorso formativo e l'impegno richiesto dovrebbero essere valutati con onestà rispetto alla nomina di un RSPP esterno qualificato. Per le microimprese artigiane il percorso modulare rende comunque più accessibile questa scelta, purché il titolare la eserciti davvero e non la consideri una formalità da delegare al consulente esterno.