L'aggiornamento quinquennale del RSPP resta di 40 ore, mentre per l'ASPP viene ridotto a 20 ore, contro le 28 previste dall'Accordo del 2016. Il quinquennio si calcola dalla data di conclusione del percorso di base o del precedente ciclo di aggiornamento, e le ore possono essere distribuite nell'arco del periodo. Questo stesso corso, articolato in blocchi tematici, è un esempio di aggiornamento strutturato.
I contenuti devono riguardare evoluzioni normative, tecniche e organizzative, con riferimento al settore in cui il professionista opera. Una parte delle ore può derivare dalla partecipazione a convegni e seminari, a condizione che siano tenuti da soggetti formatori legittimati, che i temi siano coerenti con il ruolo e che la presenza sia documentata con registro firmato. Un convegno senza rilevazione delle presenze non è dimostrabile e quindi non conta.
Per chi lavora come RSPP esterno su più aziende è consigliabile un portafoglio personale delle ore: data, soggetto erogatore, argomento, modalità, ore riconosciute, copia dell'attestato. A ogni nuova nomina il datore di lavoro dovrebbe chiedere l'evidenza dell'aggiornamento in corso di validità, perché la designazione di un RSPP privo dei requisiti dell'articolo 32 espone l'azienda alle conseguenze previste per l'omessa nomina. Se l'aggiornamento scade, il credito della formazione di base non si perde, ma la funzione non può essere svolta fino al completamento delle ore mancanti.