Aggiornamento RSPP · Blocco 2/10 (4–8 h) · Slide 26/50

Gli inciampi pratici della formazione in videoconferenza

Nella pratica la videoconferenza ha introdotto problemi che le aule tradizionali non conoscevano. Il primo è l'identificazione: occorre garantire che il partecipante collegato sia davvero la persona iscritta, per esempio con una verifica all'inizio della sessione e la richiesta di mantenere la telecamera attiva. Il secondo è la presenza reale: un partecipante collegato da un telefono mentre guida un muletto risulta connesso ma non sta seguendo, e se l'episodio emerge il corso perde valore probatorio.

Il terzo inciampo riguarda il contesto. Il lavoratore che segue un corso da casa deve farlo in orario di lavoro o con ore retribuite, perché l'articolo 37, comma 12, impone che la formazione avvenga durante l'orario di lavoro e senza oneri per i lavoratori. Le sessioni serali non retribuite sono un errore organizzativo e contrattuale prima ancora che formativo.

Una soluzione che funziona in molti stabilimenti è predisporre postazioni dedicate in sala riunioni, con un computer per ciascun partecipante e cuffie, in modo che il collegamento individuale sia garantito e il tempo impiegato sia chiaramente tempo di lavoro. Il docente, da parte sua, dovrebbe alternare spiegazione e interazione a intervalli brevi, con domande dirette per nome e sondaggi, perché in videoconferenza l'attenzione cala più rapidamente che in aula e l'interazione è parte dei requisiti, non un accessorio. Un collegamento instabile che interrompe più volte la sessione va gestito con un recupero della parte persa, registrato come tale nel fascicolo del corso.