Aggiornamento RSPP · Blocco 4/10 (12–16 h) · Slide 13/50

Pianificare le interviste: chi, quando, dove e in che ordine

Le testimonianze sono una fonte preziosa e fragile. La memoria di un evento traumatico non è una registrazione fedele: si ricostruisce ogni volta che viene richiamata e si contamina con le informazioni ricevute dopo. Per questo le interviste vanno svolte il prima possibile, compatibilmente con lo stato emotivo e fisico delle persone, e i testimoni vanno tenuti separati, chiedendo loro con garbo di non confrontare le versioni prima di essere ascoltati.

L'ordine conta. In genere si parte dai testimoni oculari diretti, poi si passa a chi ha prestato soccorso, quindi a chi ha organizzato o supervisionato il lavoro e infine a figure tecniche come manutentori, progettisti o fornitori. L'infortunato va ascoltato quando le condizioni lo consentono, anche a distanza di giorni, con particolare delicatezza. Una seconda intervista con le stesse persone è spesso necessaria per chiarire i punti emersi dagli altri racconti.

Il luogo dovrebbe essere tranquillo, riservato e non intimidatorio: meglio una sala riunioni neutra che l'ufficio del direttore. Le interviste svolte direttamente sul posto di lavoro, a impianto fermo e in sicurezza, aiutano invece il testimone a ricordare e a mostrare i gesti compiuti. È opportuno informare l'intervistato dello scopo, della possibilità di farsi accompagnare dal RLS se lo desidera e del modo in cui verranno usate le sue dichiarazioni, evitando promesse di riservatezza che l'azienda non è in grado di garantire in caso di acquisizione da parte dell'autorità.