Aggiornamento RSPP · Blocco 4/10 (12–16 h) · Slide 14/50

L'intervista cognitiva applicata alla sicurezza sul lavoro

L'intervista cognitiva è una tecnica sviluppata in ambito psicologico e forense da Fisher e Geiselman per migliorare la quantità e la qualità delle informazioni ricordate dai testimoni, senza aumentare gli errori. Si fonda su alcuni principi della memoria: il ricordo migliora se si ricrea il contesto, se si recupera l'evento da più punti di accesso e se il testimone ha il controllo del racconto senza interruzioni.

In pratica l'intervistatore apre con domande neutre per mettere a proprio agio la persona e spiega che non esistono risposte giuste o sbagliate, ma solo ciò che ricorda. Poi chiede di ricreare mentalmente il contesto: dove si trovava, che rumori c'erano, cosa stava facendo un minuto prima, come si sentiva. Segue il racconto libero, durante il quale l'intervistatore ascolta senza interrompere, prendendo appunti sulle parti da approfondire.

Nella fase successiva si sollecitano prospettive diverse: raccontare gli eventi in ordine inverso, partendo dall'istante dell'infortunio e risalendo, oppure descrivere la scena come l'avrebbe vista un collega posizionato dall'altra parte della linea. Queste tecniche fanno emergere dettagli che il racconto cronologico tende a omettere. In chiusura si riassume quanto ascoltato chiedendo conferma, si lascia spazio per aggiunte e si fornisce un contatto per comunicare eventuali ricordi successivi, che arrivano spesso a distanza di giorni. Le note vanno scritte subito dopo il colloquio, quando i dettagli sono ancora freschi anche per chi ha intervistato.