Il diagramma causa-effetto, ideato da Kaoru Ishikawa e chiamato anche a lisca di pesce, rappresenta l'effetto, cioè l'evento indagato, all'estremità destra di una linea orizzontale, mentre le categorie di cause si innestano come spine oblique. Su ciascuna spina si annotano le cause individuate, e su queste eventuali sotto-cause, ottenendo una mappa visiva dei fattori. Il suo valore principale non è la ricerca della catena causale, ma l'esplorazione sistematica di tutti gli ambiti da cui possono provenire contributi.
In ambito produttivo si usano tradizionalmente le categorie note come sei M: manodopera, macchine, metodi, materiali, misure e ambiente, quest'ultimo spesso indicato come mother nature o milieu. Per l'analisi di infortuni conviene adattarle: persone, cioè competenze, esperienza, stato fisico e carico di lavoro; attrezzature e impianti; procedure e organizzazione del lavoro; materiali e sostanze; ambiente fisico come spazi, illuminazione, microclima e rumore; gestione, che raccoglie pianificazione, supervisione, comunicazione e controllo.
Aggiungere esplicitamente una spina dedicata alla gestione o al management è una scelta importante. Senza di essa le cause organizzative vengono disperse nelle altre categorie oppure dimenticate, e il diagramma finisce per elencare soprattutto difetti tecnici e comportamenti individuali. Nelle aziende con molti appalti si può prevedere anche una categoria per le interfacce tra organizzazioni, dove collocare i problemi di coordinamento, di comunicazione dei rischi e di sovrapposizione delle attività.