Una volta costruito e validato, l'albero diventa uno strumento di ricerca delle misure. Per ciascun fatto, partendo da quelli più lontani dalla lesione, il gruppo si chiede quale intervento avrebbe potuto impedirlo o interrompere il legame con il fatto successivo. Gli interventi sui fatti a monte hanno in genere un'efficacia più ampia, perché agiscono su condizioni che possono generare molti altri eventi, mentre quelli vicini alla lesione proteggono solo da quello scenario specifico.
I nodi di congiunzione meritano particolare attenzione. Poiché in una congiunzione tutti gli antecedenti sono necessari, è sufficiente eliminarne uno per interrompere la sequenza; la scelta ricade sull'intervento più affidabile e meno dipendente dal comportamento delle persone. Nell'esempio del cantiere si può agire sulla protezione del foro, sul percorso della movimentazione o sulla gestione delle modifiche alle opere provvisionali, ma solo l'ultima previene anche le cadute in altre aperture del cantiere.
Il metodo francese suggerisce poi di valutare ogni misura con criteri espliciti: stabilità nel tempo, assenza di trasferimento del rischio verso altre persone o fasi, costo, tempi di realizzazione, rispetto della normativa, coerenza con l'organizzazione esistente. Le misure selezionate vanno trasformate in azioni con responsabili e scadenze. Un ultimo passaggio, spesso trascurato, consiste nel cercare in azienda altre situazioni con fatti simili a quelli dell'albero, estendendo le misure prima che accada un nuovo evento.