Il modello Infor.MO classifica i fattori di rischio in sei grandi famiglie: attività dell'infortunato, attività di terzi, utensili, macchine e impianti, materiali, ambiente, dispositivi di protezione individuale e abbigliamento. Ogni fattore riconosciuto nella dinamica viene descritto in modo specifico, indicando il problema di sicurezza che lo caratterizza, per esempio un'attrezzatura priva di protezione o una procedura eseguita in modo diverso da quello previsto.
La distinzione più utile riguarda il ruolo del fattore nell'evento. I fattori determinanti sono quelli che hanno contribuito a far accadere l'incidente o il contatto: se fossero stati assenti o corretti l'evento non si sarebbe verificato. I fattori modulatori, invece, non hanno causato l'evento ma ne hanno influenzato la gravità, aumentandola o riducendola. Un casco correttamente indossato o assente, una cintura di posizionamento, un intervento di soccorso più o meno tempestivo sono esempi tipici di modulatori.
Questa distinzione aiuta a ragionare sulle misure in modo più completo. Spesso le aziende concentrano tutto sul fattore determinante più evidente e dimenticano i modulatori, oppure al contrario si limitano a imporre un DPI, agendo solo sulla gravità e non sulla probabilità. Per i fattori relativi all'attività umana il modello invita inoltre a distinguere tra errori di procedura, usi impropri di attrezzature e pratiche scorrette consolidate, perché ciascuna di queste situazioni richiede interventi diversi.