Il formato della comunicazione determina se la lezione verrà letta. Il safety alert è una scheda di una pagina, inviata entro pochi giorni dall'evento, che descrive in modo anonimo cosa è successo, le prime cause note e le azioni immediate da applicare in situazioni simili. Serve a mettere in allerta altri reparti e siti prima che l'indagine sia conclusa, e va seguito da un aggiornamento quando le cause sono confermate.
La lezione di un punto, nota nel mondo della produzione snella come one point lesson, è una scheda visiva centrata su un solo messaggio: una foto della situazione corretta e una di quella errata, due o tre frasi, il riferimento all'evento. Si presta bene a essere spiegata in pochi minuti durante il briefing di inizio turno e affissa vicino alla postazione interessata. Per lavoratori stranieri le immagini riducono la dipendenza dalla lingua.
Il racconto dell'evento, fatto da chi lo ha vissuto o da chi lo ha indagato, è spesso lo strumento più potente, perché crea un collegamento emotivo che una procedura non genera. Con il consenso dell'interessato, un lavoratore che racconta ai colleghi come si è infortunato e cosa è cambiato dopo può incidere più di molte ore d'aula. È importante restituire le conclusioni anche a chi ha partecipato alle interviste: sapere che le proprie informazioni hanno prodotto un cambiamento incoraggia la collaborazione nelle indagini successive. Chi gestisce più siti può raccogliere gli alert in una pagina comune, ordinata per tipo di attività e di attrezzatura.