Una misura WBGT eseguita male produce un dato rassicurante e falso, quindi conviene conoscere gli errori tipici. Il primo riguarda il tempo di stabilizzazione: il globo da 150 millimetri richiede indicativamente una ventina di minuti o più per andare a regime, mentre i globi più piccoli degli strumenti portatili rispondono prima ma richiedono attenzione nell'interpretazione. Leggere il valore dopo due minuti dall'accensione porta a sottostime.
Il secondo errore riguarda la posizione. Lo strumento va collocato dove si trova il lavoratore e nelle condizioni reali di esposizione, quindi sotto il sole se la lavorazione avviene al sole, accanto al forno se l'operatore staziona lì. In ambienti eterogenei la norma prevede misure a tre altezze, caviglia, addome e testa, con media ponderata che dà peso doppio al livello dell'addome. Il terzo errore è temporale: misurare alle nove del mattino e usare quel dato per tutta la giornata. La valutazione va riferita al periodo più critico e, se l'esposizione varia, si calcola una media ponderata sul tempo, tipicamente sull'ora più gravosa.
Esistono oggi centraline WBGT da campo con registrazione continua e soglie di allarme impostabili, utili nei cantieri estivi o nei reparti caldi. Il dato registrato documenta le condizioni effettive e consente di verificare a posteriori se le misure previste dalla procedura sono state attivate. Lo strumento richiede manutenzione: la garza del bulbo umido va mantenuta pulita e bagnata con acqua distillata, altrimenti il valore si altera in modo significativo.