Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 36/50

Radiazione solare ultravioletta: un rischio da valutare

Il Capo V del Titolo VIII disciplina le radiazioni ottiche di origine artificiale, quindi la radiazione solare non rientra nei suoi valori limite. Questo non significa che sia esclusa dalla valutazione: l'articolo 28 richiede di valutare tutti i rischi e la radiazione solare è un cancerogeno certo per l'uomo secondo la classificazione IARC. Per i lavoratori all'aperto è uno dei principali rischi per la pelle e per gli occhi, con effetti acuti come eritema e fotocheratite ed effetti cronici come invecchiamento cutaneo, cheratosi attiniche, carcinomi cutanei e cataratta.

Il parametro di riferimento operativo è l'indice UV, una scala diffusa con le previsioni meteo. Con valori da 3 in su si raccomandano misure di protezione, con valori pari o superiori a 8 l'esposizione nelle ore centrali va limitata il più possibile. In Italia in estate l'indice raggiunge valori elevati per buona parte del territorio, e superfici riflettenti come acqua, sabbia, cemento chiaro e neve aumentano l'esposizione.

Le misure si sovrappongono in parte a quelle per il caldo ma non coincidono: ombreggiamento, organizzazione dell'orario, abbigliamento coprente con protezione UV dichiarata, cappello con tesa e paranuca, occhiali con filtro solare conformi alla norma tecnica, creme ad alta protezione come misura complementare. Un aspetto spesso trascurato è la sorveglianza: il medico competente può includere controlli della cute nei lavoratori con esposizione prolungata, e l'informazione deve invitare a segnalare lesioni sospette.