Alcune differenze culturali hanno ricadute dirette sulla sicurezza e vanno affrontate con rispetto e senza improvvisazione. Il digiuno del Ramadan, che esclude cibo e acqua dall'alba al tramonto per circa un mese, in un periodo che si sposta di anno in anno e che può cadere nei mesi estivi, riduce la tolleranza al caldo e allo sforzo fisico intenso e può aumentare stanchezza e calo di attenzione nelle ore pomeridiane. Le misure possibili, concordate con i lavoratori interessati, comprendono la redistribuzione dei compiti più pesanti nelle prime ore, pause aggiuntive, rotazione e attenzione specifica nelle attività in quota o alla guida.
Un secondo esempio riguarda la barba, portata da molti lavoratori anche per motivi religiosi. I facciali filtranti e le maschere aderenti al viso non garantiscono la tenuta in presenza di barba nella zona di contatto, e i fabbricanti lo indicano nelle istruzioni. Invece di imporre la rasatura, si può ricorrere a DPI respiratori con cappuccio o elmetto a ventilazione assistita, che non dipendono dall'aderenza al viso.
Anche abbigliamento e copricapi vanno considerati: veli, foulard o indumenti lunghi possono essere impigliati da organi in movimento, e la soluzione è individuare con il lavoratore versioni aderenti o compatibili, come sottocaschi specifici. La regola di fondo resta la stessa per tutti i casi descritti: la misura di prevenzione resta obbligatoria, ma la modalità può essere adattata alla persona.