Non tutte le condizioni che incidono sul lavoro sono visibili. Con il termine neurodiversità si indicano differenze nel funzionamento neurologico come lo spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, la dislessia e altri disturbi specifici dell'apprendimento. Accanto a queste esistono disabilità invisibili come ipoacusie moderate, epilessia controllata, diabete, dolore cronico, disturbi d'ansia o dell'umore. Molte persone non le dichiarano per timore di pregiudizi.
Alcune caratteristiche possono interagire con la sicurezza. Un lavoratore con dislessia può avere difficoltà con procedure lunghe e scritte in caratteri piccoli, ma eseguire perfettamente un'operazione mostrata in pratica. Una persona nello spettro autistico può essere molto precisa nei controlli ripetitivi, ma risentire di ambienti con rumori improvvisi o luci intermittenti e di cambi di programma non comunicati. Un lavoratore con disturbo dell'attenzione può beneficiare di istruzioni brevi e di postazioni con poche distrazioni.
Le misure efficaci sono in gran parte di progettazione universale: istruzioni con immagini e passaggi numerati, formazione con prove pratiche, comunicazione anticipata dei cambiamenti, possibilità di chiedere chiarimenti senza giudizio. Chi dichiara una condizione al medico competente può ottenere adattamenti specifici. Il RSPP deve evitare valutazioni o etichette personali, che spettano solo al medico, e concentrarsi su compiti e ambienti accessibili a tutti.